Le febbri estive potrebbero nascondere molto più di una semplice infezione stagionale.
Per comprendere meglio la diffusione degli arbovirus nel Piemonte orientale, l’Università del Piemonte Orientale e l’Aou Maggiore della Carità di Novara hanno avviato lo studio Febo – FEBbri Estive nel Piemonte Orientale, un progetto di sorveglianza clinica e molecolare dedicato ai pazienti che, durante i mesi estivi, si presentano in ospedale con febbre senza una causa evidente.
L’iniziativa nasce in risposta a un fenomeno in crescita. I cambiamenti climatici, l’espansione degli habitat favorevoli ai vettori e l’intensificarsi degli spostamenti internazionali stanno infatti favorendo la diffusione di virus trasmessi da zanzare, zecche e pappataci. Negli ultimi anni anche l’Italia ha registrato un aumento dei casi di West Nile virus, oltre alla comparsa di infezioni autoctone da Dengue e Chikungunya, mentre altri arbovirus, come Zika, Toscana virus e il virus dell’encefalite da zecche, continuano a rappresentare un potenziale rischio sanitario. Il Piemonte orientale costituisce un osservatorio privilegiato per questo tipo di ricerca. La presenza di risaie, aree umide e corridoi migratori degli uccelli crea infatti condizioni ambientali favorevoli alla proliferazione degli insetti vettori. Non a caso, nel 2025 oltre la metà dei casi piemontesi di infezione da West Nile virus è stata registrata nelle province di Alessandria e Novara, evidenziando la rilevanza epidemiologica del territorio. Lo studio coinvolgerà i Pronto Soccorso e le strutture di Malattie Infettive, Medicina Interna e Pediatria degli ospedali di Novara, Alessandria e Vercelli. Ai pazienti con febbre non riconducibile a un’infezione localizzata sarà proposta la partecipazione attraverso la raccolta di dati clinici, informazioni epidemiologiche e campioni biologici. Le analisi permetteranno di ricercare la presenza dei principali arbovirus e i campioni saranno successivamente conservati nella Biobanca Upo per studi di sequenziamento genomico e metagenomica. L’obiettivo è migliorare la diagnosi delle febbri estive, individuare precocemente la circolazione dei virus emergenti e rafforzare la capacità di risposta del sistema sanitario di fronte a minacce infettive sempre più influenzate dai cambiamenti ambientali.