L'appello

Vino, giacenze in crescita: Confagricoltura Piemonte chiede interventi strutturali

Tra le priorità indicate dall’organizzazione agricola figura il controllo del potenziale produttivo, anche attraverso la sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni di impianto, da valutare in coordinamento con Regione, Ministero dell’Agricoltura e rappresentanze della filiera.

Vino, giacenze in crescita: Confagricoltura Piemonte chiede interventi strutturali

La crisi del comparto vitivinicolo richiede misure strutturali per riequilibrare produzione e domanda, contenere le eccedenze e recuperare redditività. E’ l’appello di Confagricoltura Piemonte, che invita le istituzioni a superare gli interventi limitati e a definire una strategia di medio-lungo periodo per sostenere le imprese. Secondo i dati dell’Icqrf, al 31 luglio 2026 le cantine italiane custodivano 42,6 milioni di ettolitri di vino, il 6,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. In Piemonte le giacenze di vini Dop sfioravano i 3 milioni di ettolitri. Un quadro che convive con segnali positivi sul fronte commerciale: nel primo semestre 2026, infatti, l’export vitivinicolo regionale è cresciuto del 2,4%, raggiungendo 566 milioni di euro. «La tenuta delle esportazioni è incoraggiante, ma non deve farci sottovalutare le difficoltà di numerose aziende, alle prese con giacenze elevate, costi di produzione importanti e mercati meno ricettivi», sottolinea Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte.

Tra le priorità indicate dall’organizzazione agricola figura il controllo del potenziale produttivo, anche attraverso la sospensione temporanea delle nuove autorizzazioni di impianto, da valutare in coordinamento con Regione, Ministero dell’Agricoltura e rappresentanze della filiera. Sul tavolo anche gli strumenti dell’Organizzazione comune di mercato (Ocm) vitivinicolo, a partire dalla vendemmia verde, che consente di ridurre preventivamente l’offerta eliminando i grappoli non ancora maturi, con un sostegno economico alle aziende aderenti. Da approfondire, in base alle caratteristiche delle singole denominazioni, anche il ricorso alla distillazione e all’estirpazione dei vigneti, valutandone costi, benefici e ricadute. L’obiettivo è favorire una programmazione degli investimenti coerente con le prospettive commerciali, evitando nuovi impianti nei segmenti in difficoltà e garantendo maggiore flessibilità nei reimpianti. Confagricoltura propone quindi un confronto regionale con organizzazioni agricole, consorzi, cooperative e operatori, sulla base di dati aggiornati su scorte e vendite. Giudizio critico, infine, sullo stanziamento regionale di 1,5 milioni per accordi di filiera destinati a individuare sbocchi per il vino in giacenza: «Risorse insufficienti».