L'indagine

Tra Piemonte e Lombardia sarebbero 4 su 10 i dipendenti pronti a cambiare lavoro

L'edizione 2026 del report Hays Salary Guide 2026.

Tra Piemonte e Lombardia sarebbero 4 su 10 i dipendenti pronti a cambiare lavoro

Quasi 6 aziende su 10 in Piemonte che prevedono un aumento dell’organico nei prossimi 12 mesi e 4 dipendenti su 10 sia in Piemonte sia in Lombardia si dichiarano pronti a cambiare azienda entro un anno, anche con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni economiche.

Sarebbero 4 su 10 i lavoratori dipendenti pronti a cambiare lavoro tra Piemonte e Lombardia

E’ la fotografia emersa dal report annuale Hays Salary Guide 2026 con l’obiettivo di monitorare i principali trend del mercato del lavoro in Italia per l’anno 2025 e le aspettative per il 2026: coinvolto un campione di circa 1.300 intervistati tra dipendenti e aziende di diversi settori.

«Il 2026 non sarà un anno di attesa, ma di scelte strategiche – commenta Chris Dottie, managing director di Hays Italia – In un mercato del lavoro in cui le persone valutano sempre più il pacchetto complessivo (retribuzione, benefit, qualità dell’ambiente e contenuto del ruolo) le aziende devono agire su tre fronti: trasparenza salariale, per prepararsi alla nuova normativa e rafforzare fiducia ed equità; sviluppo delle competenze, per colmare gli skill gap con percorsi chiari di crescita; e Intelligenza Artificiale, da integrare in modo responsabile per aumentare produttività e valore. Allo stesso tempo, diventa essenziale costruire percorsi di crescita chiari e sostenibili, valorizzare correttamente l’impegno richiesto e creare contesti inclusivi e flessibili. Oggi attrarre e trattenere talenti significa investire in persone, competenze e cultura: chi anticipa il cambiamento lo trasforma in un vantaggio competitivo».

Focus Piemonte

Sul fronte retributivo, l’analisi conferma che per molti professionisti l’aumento passa ancora dalla mobilità: la principale motivazione legata all’incremento dello stipendio per un quarto dei lavoratori piemontesi, è infatti il cambio di azienda. Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti (41%), un dato di pochi punti inferiore a quello nazionale (44%): per più di 5 rispondenti piemontesi su 10 i meccanismi di crescita interna delle aziende di settore risultano ancora poco chiari o poco strutturati, nel 25% dei casi manca del tutto una struttura di promozione definita, mentre il 31% le promozioni avvengono ma con criteri non sempre trasparenti. Sul piano dei livelli retributivi, la retribuzione annua lorda media rilevata a Torino è pari a 54.415 euro, circa il 3% in meno rispetto alla media nazionale che si attesta a 56.360 euro; per esperienza, la retribuzione cresce progressivamente: si parte da 38.850 euro per profili con 2-5 anni di esperienza, si sale a 58.191 euro nella fascia 5-10 anni e si arriva a 75.529 euro oltre i 10 anni. Tra i fattori più importanti nella scelta di un nuovo ruolo emerge il pacchetto di benefit (55%), un dato che conferma il peso crescente di questo elemento nella valutazione delle opportunità professionali. A fronte di questa aspettativa, tra i benefit più frequentemente offerti dalle aziende piemontesi spiccano l’auto aziendale (o indennità auto), seguiti dai buoni pasto, il lavoro flessibile e l’assistenza sanitaria. Accanto ai benefit, i lavoratori indicano come rilevanti anche altri elementi nella scelta di una nuova opportunità, come le opportunità di lavoro da remoto (49%), un buon ambiente di lavoro (43%) e la possibilità di lavorare in ruoli o progetti stimolanti (40%). Sul tema competenze emerge un disallineamento tra bisogni percepiti dai professionisti e risposte messe in campo dalle aziende. Il 37% dei lavoratori in Piemonte riconosce di avere competenze utili, ma di avere la necessità di aggiornarsi, trovando però poco, se non nessuno, supporto dal proprio datore di lavoro. Anche le aziende confermano il gap di competenze: quasi tutte ne hanno riscontrato uno negli ultimi 12 mesi (questo anche in Lombardia). Per affrontarlo, indicano di offrire principalmente programmi di formazione interna o workshop, insieme a tutoraggio, coaching e piattaforme di apprendimento online. L’Intelligenza Artificiale entra sempre più nelle attività quotidiane e viene percepita come una leva di supporto: tra i professionisti, il 60% dichiara di utilizzarla regolarmente sul lavoro, un dato considerevolmente superiore alla media nazionale del 52%. I vantaggi percepiti sono soprattutto maggiore produttività ed efficienza (62%), supporto nell’analisi dei dati (55%) e creatività/generazione di idee (45%). Un approccio complessivamente positivo che si riflette anche nella disponibilità a formarsi: il 71% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione in IA.

Focus Lombardia

La principale motivazione legata all’incremento dello stipendio, anche in Lombardia, è il cambio di azienda (25%). Guardando al 2026, la mobilità resta un’opzione concreta per una quota rilevante di professionisti (39%), un dato inferiore a quello nazionale solo di pochi punti percentuali (44%). Questo anche perché, sul fronte dei percorsi di carriera aziendale, la metà dei rispondenti i meccanismi di crescita interna delle aziende della regione risultano ancora poco chiari o poco strutturati: nel 28% dei casi manca del tutto una struttura di promozione definita, mentre il 22% non è neanche a conoscenza di come vengano gestite le promozioni. La retribuzione annua lorda media rilevata a Milano è pari a 59.930 euro, superiore alla media nazionale: si parte da 42.990 euro per profili con 2-5 anni di esperienza, si sale a 62.750 euro nella fascia 5-10 anni e si arriva a 85.460 euro oltre i 10 anni. I benefit pesano sulla scelta per il 56%, un buon ambiente di lavoro per il 46%, l’opportunità di lavorare in ruoli o progetti stimolanti per il 45% e la possibilità di lavoro da remoto per il 38%. Il 46% dei lavoratori in Lombardia riconosce di avere competenze utili, ma di avere la necessità di aggiornarsi, trovando però poco supporto dal proprio datore di lavoro. Il 58% dei lombardi dichiara di utilizzare regolarmente sul lavoro l’Intelligenza Artificiale, un dato sensibilmente superiore alla media nazionale: i vantaggi percepiti sono soprattutto maggiore produttività ed efficienza (67%), supporto nell’analisi dei dati (48%) e creatività/generazione di idee (38%); il 73% sarebbe disposto a partecipare a workshop o corsi di formazione in IA.