La Luna non è più soltanto una frontiera scientifica, ma un possibile nuovo mercato per l’industria. E’ questa la prospettiva emersa a Torino durante la settima tappa di «Spazio Italia 2.0 – Stati Generali della Space Economy», dedicata alle infrastrutture e alle tecnologie necessarie per rendere stabile la presenza umana sul satellite. Una sfida che coinvolge grandi gruppi, startup, università e piccole e medie imprese, con ricadute potenziali anche sul sistema produttivo piemontese. Al centro del confronto c’è il Multi-Purpose Habitation Module, modulo abitativo che Thales Alenia Space Italia svilupperà nell’ambito della cooperazione tra Agenzia spaziale italiana e NASA per il programma Artemis. Il progetto rappresenta un tassello della futura architettura lunare e valorizza competenze industriali consolidate sul territorio torinese, dove si concentrano conoscenze nella progettazione di sistemi spaziali, nella robotica e nelle tecnologie avanzate.
Il mercato potenziale è rilevante. Secondo le stime di uno studio PwC citato durante l’incontro, la Lunar Economy potrebbe raggiungere un valore cumulato di circa 127 miliardi di dollari entro il 2050. Una prospettiva che va oltre la costruzione di habitat per astronauti: per sostenere missioni continuative serviranno sistemi di trasporto cargo, comunicazioni, navigazione, produzione di energia, mobilità, robotica e gestione delle risorse disponibili sulla superficie lunare.
E’ proprio questa rete di attività a offrire opportunità alle imprese. Accanto ai grandi gruppi chiamati a realizzare le infrastrutture principali, potranno trovare spazio aziende specializzate in componentistica, software, materiali, servizi tecnologici e soluzioni per la logistica spaziale. L’obiettivo, sottolineato nel corso degli Stati Generali, è coinvolgere maggiormente le Pmi nelle filiere internazionali, trasformando le competenze locali in occasioni di investimento e crescita. Per il Piemonte, il settore può diventare una leva di politica industriale. L’assessore regionale al Bilancio e alle Attività produttive Andrea Tronzano ha richiamato il patrimonio di competenze del territorio e la necessità di favorire nuovi investimenti. Secondo Marco Gay, presidente dell’Unione Industriali Torino, ogni euro investito nell’aerospazio genera due euro nelle imprese della filiera locale. Un comparto che, ha evidenziato, presenta inoltre un valore aggiunto per addetto quasi doppio rispetto alla media dell’industria italiana. La ricaduta riguarda anche l’occupazione. La crescita della space economy richiede ingegneri, informatici, tecnici specializzati, ricercatori e professionisti capaci di integrare competenze industriali e digitali. Secondo i promotori degli Stati Generali, ogni euro investito nello spazio genera oltre quattro euro di ricadute per il sistema Paese. Resta la sfida di trasformare le prospettive in commesse, investimenti e posti di lavoro concreti. Per Torino e il Piemonte, la partita lunare si giocherà sulla capacità di fare sistema tra grandi imprese, Pmi, atenei e centri di ricerca. La conquista economica dello spazio, prima ancora di quella della Luna, passa infatti dalla solidità delle filiere industriali costruite sulla Terra.