Immagine di copertina creata con Intelligenza artificiale.
Il settore delle calzature è in una fase complessa e sconta un ciclo più sfavorevole rispetto al resto della manifattura. Lombardia e Piemonte, però, crescono notevolmente per quanto riguarda l’export. Eppure conta 7.769 imprese, 69.855 occupati, un fatturato pari a 12,7 miliardi di euro e un valore aggiunto di 4,1 miliardi di euro. Le imprese artigiane nel settore calzaturiero italiano sono 3.687, pari al 45,5% del totale e danno lavoro a 17.102 addetti; in Italia, quindi, quasi un addetto su quattro (23,7%) lavora nelle imprese artigiane.
In linea con le tendenze dell’intero comparto della moda, nel 2025 la produzione nelle calzature scende del 6,9%, in decisa attenuazione rispetto alla caduta del 19,3% registrata nel 2024, ma il confronto di più lungo periodo evidenzia che l’attuale fase di debolezza non è soltanto ciclica. Tra il 2019 e il 2025 l’indice della produzione delle calzature cala del 39,1%, accentuando l’ampia riduzione del 33,7% dell’intero comparto della moda mentre, nello stesso arco temporale la manifattura complessiva arretra più moderatamente (-6%).
L’Italia resta il principale polo europeo della calzatura, collocandosi al primo posto tra i 27 paesi dell’Unione europea per numero di occupati nella fabbricazione di calzature, davanti a Portogallo e Spagna. In Italia il peso dell’occupazione nelle micro e piccole imprese è del 54,7% (45% la media UE). La specializzazione più alta si riscontra nelle Marche con un peso dell’occupazione del comparto delle calzature sull’economia del territorio pari al 4,18%. Seguono, con valori più elevati della media, Toscana con 1,10%, Puglia con 0,80%, Veneto con 0,77% e Campania con 0,59%.
Le esportazioni di calzature nel 2025 ammontano a 11,7 miliardi di euro e registrano una sostanziale stabilizzazione (-0,3%) rispetto all’anno precedente. In salita del 2,5% le vendite nell’Unione europea mentre si registra un calo del 3,2% verso i paesi extra UE. In chiave territoriale, tra le maggiori regioni, segnano una crescita dell’export il Piemonte con +11,2%, la Toscana con +9% e la Lombardia con +7,9% mentre sono in territorio negativo le Marche con -5,7%, l’Emilia-Romagna con -5,9% e il Veneto con -7,4%.
Le prime dieci province per export di calzature sono Milano con 2.118 milioni di euro nel 2025, Firenze con 1.540 milioni, Treviso con 988, Venezia con 660, Mantova con 585, Fermo con 578, Macerata con 422, Novara con 329 Verona con 310 e Vicenza con 290.
Tra i primi dieci mercati si registra una crescita a doppia cifra per Emirati Arabi Uniti con +14,6%, e un maggiore dinamismo per Spagna con +7,7% e Germania con +5,5%. Nel complesso del 2025 l’export negli Stati Uniti aumenta del +2,9%. Gli effetti della guerra del Golfo mettono però a rischio questi dati. Nel 2025 le esportazioni di calzature in Medio Oriente ammontano a 591 milioni di euro e segnano una crescita del 9,7% rispetto all’anno precedente. Tra i maggiori mercati dell’area si osserva un maggiore dinamismo per Emirati Arabi Uniti, Qatar (+12,2%) e in Israele (+7,1%).
Cosa accade sul mercato interno? Nel 2024 la spesa delle famiglie per calzature è stata pari a 10,1 miliardi e potrebbe beneficiare della ripresa dei consumi della moda: nel 2025 la spesa per vestiario e calzature (a prezzi costanti) segna un aumento dell’1,8% su base annua. L’andamento delle vendite al dettaglio di calzature e articoli in pelle rimane debole, segnando nel 2025 un calo dell’1,9%.