Sono quasi 1.500 gli enti locali italiani che hanno aderito alla Rottamazione-quinquies, consentendo così ai contribuenti con determinati debiti affidati alla riscossione di accedere alla definizione agevolata. L’elenco, pubblicato da Agenzia delle entrate-Riscossione, comprende Regioni, Comuni e altri enti territoriali che hanno adottato entro i termini il provvedimento previsto dalla normativa. Tra le entrate interessate possono rientrare Imu, Tari, bollo auto, multe e altre entrate comunali, ma soltanto quando i relativi carichi sono stati affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione. Il provvedimento riguarda i carichi affidati all’agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 e non comprende i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.
In Lombardia gli enti comunali presenti nell’elenco sono 56, mentre in Piemonte sono 33 e in Liguria 19.
Non tutte le cartelle possono essere rottamate
L’adesione del Comune non significa che tutti i debiti locali siano automaticamente definibili. La Rottamazione-quinquies riguarda i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione. Restano fuori, quindi, i tributi che il Comune riscuote direttamente oppure quelli per i quali la riscossione coattiva è stata affidata a concessionari privati. Per queste posizioni gli enti locali possono eventualmente introdurre autonome forme di definizione agevolata, secondo le modalità previste dalla legge e dai propri regolamenti. Anche per le multe stradali valgono regole specifiche: per le sanzioni amministrative non tributarie la definizione riguarda, nei limiti stabiliti dalla normativa, gli interessi e le somme maturate a titolo di aggio.
La fase decisiva per i cittadini scatterà il 16 ottobre 2026. Da quella data e fino al 15 dicembre 2026 i contribuenti potranno presentare la domanda di definizione agevolata per i carichi rientranti nella misura. Entro il 15 ottobre Agenzia delle entrate-Riscossione metterà a disposizione nell’area riservata del proprio sito le informazioni necessarie per individuare i carichi definibili. Per chi presenterà la domanda, il passaggio successivo arriverà entro il 28 febbraio, quando l’Agenzia comunicherà l’ammontare complessivo delle somme dovute. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 marzo, oppure attraverso un piano fino a 54 rate bimestrali di pari importo.
Per chi ha ricevuto nel corso degli anni cartelle relative a Imu, Tari, multe, bollo auto o altre entrate locali, le prossime settimane saranno dunque decisive per capire se e quali somme potranno essere definite con la nuova rottamazione.