Nel primo trimestre del 2026 nelle regioni del Nord il tasso di occupazione diminuisce, rispetto allo stesso periodo del 2025.
Secondo una rilevazione dell’Istat sulle condizioni occupazionali nel nostro Paese infatti tra gennaio e marzo di quest’anno il tasso di occupazione è stato del 69,9%, in calo rispetto a 12 mesi precedenti del 0,3%. Nello specifico la ricerca effettua una prima grande distinzione tra maschi e femmine: i primi hanno un tasso di occupazione del 76,6% rispetto al 63% delle femmine (in calo rispettivamente di 0,4% e 0,1% rispetto al primo trimestre del 2025).
Quello del Nord è il dato più elevato del Paese: nelle altre ripartizioni geografiche il tasso di occupazione è inferiore: 66,8% nelle Regioni del Centro e 50% nel Mezzogiorno, ma in queste ripartizioni il trend è opposto a quelle del Nord, tanto che la media nazionale è in positivo.
«Nel primo trimestre 2026 prosegue, a ritmi più contenuti rispetto al precedente trimestre, la crescita tendenziale del numero di occupati, che si attesta a 24 milioni 126 mila unità (+50 mila, +0,2%). Il tasso di occupazione delle persone tra i 15 e i 64 anni, pari a 62,5%, aumenta di 0,1 punti in un anno, sintesi della crescita per le donne, i residenti nelle regioni centro-meridionali e gli over 50 e del calo per gli uomini, i residenti nel Nord e le classi di età fino a 49 anni. L’occupazione cresce soltanto tra gli indipendenti (+238 mila, +4,7% in un anno), mentre si riduce il numero di dipendenti a tempo indeterminato (-81 mila, -0,5%) – dopo diciotto trimestri di crescita ininterrotta – e prosegue il calo dei dipendenti a termine (-107 mila, -4,2%), seppur dimezzato rispetto allo scorso trimestre. L’aumento degli occupati a tempo pieno (+278 mila, +1,4%) più che compensa il persistente calo di quelli a tempo parziale».
Calano le persone in cerca di lavoro
Rispetto all’ultimo trimestre del 2025, nel primo trimestre del 2026 calano anche le persone che cercano un’occupazione nel nostro Paese, e calano anche i disoccupati:
«Nel primo trimestre 2026 prosegue, più intensa rispetto al trimestre precedente, la riduzione del numero di persone in cerca di occupazione che si porta a 1 milione 364 mila (-394 mila in un anno, -22,4%); il tasso di disoccupazione scende al 5,4% (-1,5 punti), con un calo più pronunciato tra le donne, i residenti nel Mezzogiorno e i giovani. La diminuzione dei disoccupati riguarda sia quanti hanno precedenti esperienze di lavoro sia quanti sono alla ricerca della prima occupazione; il calo coinvolge soprattutto coloro che cercano lavoro da almeno 12 mesi, la cui quota, sul totale dei disoccupati, scende al 46,2% (-1,9 punti), per un totale di 630 mila persone. Nella ricerca di lavoro continua a prevalere, seppure in riduzione rispetto al primo trimestre 2025, l’uso del canale informale: il 72,0% dei disoccupati si rivolge a parenti, amici e conoscenti (-1,6 punti); segue, anch’esso in calo, l’invio di domande e curricula (67,5%, -4,0 punti), mentre risulta in crescita la consultazione di offerte di lavoro (57,0%, +0,7 punti). In diminuzione anche la quota di coloro che hanno risposto o messo inserzioni (36,8%, -1,9 punti), hanno sostenuto colloqui o selezioni (31,6% -0,3 punti), si sono rivolti al Centro pubblico per l’impiego (30,6%, -4,0 punti) o hanno partecipato a un concorso pubblico (9,5%, -0,8 punti); prosegue, invece, l’aumento di quanti si sono rivolti ad agenzie private di intermediazione o somministrazione (20,3%, +2,6 punti)».