L'approfondimento di Silviano Di Pinto*

PMI e aiuti “de minimis”: perché monitorare il plafond è decisivo

*Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”.

PMI e aiuti “de minimis”: perché monitorare il plafond è decisivo

di Silviano Di Pinto*

Nel sistema europeo degli aiuti di Stato, le agevolazioni pubbliche alle imprese sono soggette a regole rigorose, perché possono incidere sulla concorrenza e sul corretto funzionamento del mercato interno. In linea generale, le misure di sostegno devono essere comunicate alla Commissione europea, che ne valuta la compatibilità. Tra le principali eccezioni rientra il regime “de minimis”, che consente di concedere aiuti di importo contenuto senza preventiva notifica. Per le PMI, però, il tema non è solo giuridico: la corretta gestione del plafond incide sulla possibilità di accedere a contributi, incentivi contributivi, crediti d’imposta, finanziamenti agevolati e garanzie pubbliche, compresa la Garanzia del Fondo di Garanzia per le PMI istituito dalla Legge n. 662/1996.

Nuovi massimali e cambio di prospettiva

Dal 1° gennaio 2024, il Regolamento (UE) 2023/2831 ha innalzato il massimale generale degli aiuti “de minimis” a 300.000 euro per impresa unica nell’arco di tre anni. Il plafond non riguarda il singolo contributo, bensì l’insieme degli aiuti concessi alla stessa impresa unica nel periodo di riferimento. Molte PMI continuano invece a gestire gli aiuti in modo occasionale: un bando, un incentivo all’assunzione, una garanzia pubblica. Questo approccio può essere rischioso. Un elemento decisivo è che l’aiuto rileva, di regola, al momento della concessione e non necessariamente al momento dell’erogazione. L’impresa deve quindi monitorare non solo gli aiuti già incassati, ma anche quelli concessi, richiesti o programmati.

Il nodo dell’“impresa unica”

Il massimale “de minimis” non va verificato soltanto sulla singola società che presenta domanda. Occorre considerare l’insieme delle imprese collegate da rapporti di controllo, collegamento o influenza rilevante. Il tema è importante per gruppi societari, imprese familiari, società partecipate dagli stessi soci, società immobiliari collegate a società operative e strutture con partecipazioni incrociate. Una società potrebbe ritenere di avere ancora plafond disponibile, mentre questo è già stato utilizzato da un’altra impresa riconducibile allo stesso perimetro.
De minimis, bilanci e pianificazione finanziaria. Il monitoraggio del plafond deve essere collegato alla gestione economico-finanziaria dell’impresa. Bilanci, budget, piani di investimento e proiezioni di cassa aiutano a decidere come utilizzare le agevolazioni disponibili. Una PMI che non pianifica rischia di consumare plafond con misure di modesto impatto e di non avere capienza quando si presenta un’opportunità più strategica. Il plafond “de minimis” va considerato una risorsa da gestire, non un limite amministrativo.

Il Fondo di Garanzia PMI e l’accesso al credito

Il collegamento tra regime “de minimis” e Fondo di Garanzia per le PMI è rilevante. La garanzia pubblica può costituire un aiuto di Stato e, in molti casi, rientrare nel regime “de minimis”. Anche il suo utilizzo può quindi consumare parte del plafond disponibile. L’aiuto non coincide con l’intero finanziamento garantito, ma con l’Equivalente Sovvenzione Lordo, cioè il valore economico del vantaggio derivante dalla garanzia. Questo valore deve essere monitorato insieme agli altri aiuti ricevuti. Il rischio è concreto: una PMI che non controlla il plafond potrebbe scoprire, al momento della richiesta di finanziamento, di non avere capienza sufficiente per accedere alla garanzia del Fondo. Ciò può rallentare l’operazione, renderla più onerosa o comprometterne l’esito.

I rischi di una gestione non corretta

Il mancato monitoraggio può comportare superamento del massimale, dichiarazioni inesatte, perdita dell’agevolazione, revoca del beneficio, recupero degli importi fruiti e difficoltà di accesso a successive misure. Per evitarlo, l’impresa dovrebbe mantenere un registro interno degli aiuti con ente concedente, misura agevolativa, regime applicato, data di concessione, importo, eventuale Equivalente Sovvenzione Lordo, stato della domanda e impatto sul plafond. È inoltre essenziale il coordinamento tra direzione aziendale, amministrazione, consulenti, banche, confidi ed eventuali società del gruppo.

Una leva competitiva per le PMI

Il plafond “de minimis” è una risorsa scarsa. Anche con il nuovo limite di 300.000 euro, può essere rapidamente assorbito da incentivi contributivi, contributi a fondo perduto, garanzie pubbliche, agevolazioni regionali o camerali e misure per innovazione, formazione, internazionalizzazione e transizione energetica. Monitorarlo correttamente significa preservare la capacità dell’impresa di accedere ad altri strumenti. Il “de minimis” non è solo un adempimento: è una leva concreta di competitività.

*Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”