L'analisi di Banca d'Italia

Olimpiadi 2026, l’effetto turismo vale 394 milioni di euro. Prima la Lombardia

Nel solo mese di febbraio, quello in cui si sono disputate le Olimpiadi, circa 250mila viaggiatori stranieri hanno raggiunto il Paese con l’obiettivo preciso di assistere alle gare o alle cerimonie legate ai Giochi.

Olimpiadi 2026, l’effetto turismo vale 394 milioni di euro. Prima la Lombardia

Le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del 2026 hanno lasciato un segno significativo sui flussi turistici internazionali diretti in Italia.

Nel solo mese di febbraio, quello in cui si sono disputate le Olimpiadi, circa 250mila viaggiatori stranieri hanno raggiunto il Paese con l’obiettivo preciso di assistere alle gare o alle cerimonie legate ai Giochi. Tutti hanno pernottato almeno una notte e hanno generato una spesa complessiva di 394 milioni di euro. E’ quanto emerge dall’analisi della Banca d’Italia sui flussi turistici internazionali connessi ai Giochi, realizzata sulla base dell’Indagine sul turismo internazionale. L’impatto dei Giochi emerge con particolare evidenza dal confronto con il febbraio del 2025. Nel secondo mese del 2026 il numero dei viaggiatori internazionali che hanno pernottato in Italia è aumentato dell’11,1%, passando da 3,272 a 3,635 milioni. Le notti trascorse nel Paese sono cresciute del 6,4%, da 19,412 a 20,654 milioni, mentre la spesa turistica è aumentata ancora più rapidamente, del 15,2%, raggiungendo quota 2,851 miliardi contro i 2,475 miliardi dell’anno precedente. L’incremento delle entrate turistiche, pari a 376 milioni di euro, è addirittura inferiore ai 394 milioni spesi dai soli viaggiatori arrivati in Italia per le Olimpiadi. I turisti olimpici, inoltre, hanno avuto una capacità di spesa nettamente superiore a quella degli altri visitatori stranieri. La spesa media per persona è stata di 1.583 euro, più del doppio rispetto ai 726 euro degli altri viaggiatori pernottanti. Ancora più marcata la differenza nella spesa giornaliera: 308 euro al giorno per chi è arrivato in Italia per assistere ai Giochi, contro i 127 euro degli altri turisti. La spesa media giornaliera dell’intero insieme dei viaggiatori pernottanti si è attestata invece a 138 euro. A sostenere questi livelli di spesa sono stati soprattutto i costi dell’alloggio, più elevati della media, e le cosiddette “altre spese”, una voce che comprende anche i biglietti per assistere alle manifestazioni olimpiche. Nel dettaglio, la spesa giornaliera dei viaggiatori olimpici è stata di 20 euro per i trasporti interni, 146 euro per l’alloggio, 65 euro per la ristorazione, 26 euro per lo shopping e 51 euro per le altre spese. Per gli altri viaggiatori le rispettive cifre sono state di 12, 56, 30, 18 e 10 euro. Nel complesso, considerando tutti i viaggiatori pernottanti, la spesa giornaliera è stata di 13 euro per i trasporti interni, 62 per l’alloggio, 32 per la ristorazione, 19 per lo shopping e 13 per le altre spese.

La maggiore propensione alla spesa non si è tradotta però in soggiorni più lunghi. I viaggiatori delle Olimpiadi hanno trascorso in media 5,1 notti in Italia, contro le 5,7 degli altri visitatori pernottanti. Sul piano demografico, il loro profilo è risultato molto simile a quello degli altri turisti: il 60,1% era di sesso maschile e l’età media era di 40,1 anni, a fronte rispettivamente del 61,3 per cento e dei 39,9 anni registrati per gli altri viaggiatori. Anche la provenienza geografica racconta un fenomeno concentrato soprattutto in alcuni mercati. Più della metà dei viaggiatori arrivati in Italia per le Olimpiadi proveniva da cinque Paesi: Germania, Stati Uniti, Svizzera, Paesi Bassi e Francia. I tedeschi sono stati il gruppo più numeroso, con 37 mila persone, pari al 14,9% del totale dei viaggiatori olimpici. Seguono gli Stati Uniti con il 12,5 per cento, la Svizzera con l’11,7, i Paesi Bassi con il 7,7 e la Francia con il 6,5%. Subito dopo figurano Regno Unito e Spagna, entrambi con il 6,4 e il 5,6%, seguiti da Polonia (5,4), Belgio (3,2) e Portogallo (2,1). La quota dei restanti Paesi è pari al 23,9%.

La distribuzione territoriale dell’effetto olimpico è stata ancora più netta. Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige, le tre regioni coinvolte nell’organizzazione dei Giochi, hanno registrato complessivamente una crescita della spesa del 20,1% tra febbraio 2025 e febbraio 2026, quasi il doppio rispetto alle altre regioni italiane, dove l’aumento è stato dell’11,6%. Nelle tre regioni olimpiche la spesa è salita da 1,049 a 1,260 miliardi di euro; i viaggiatori sono passati da 1,379 a 1,549 milioni, con una crescita del 12,4%, mentre le notti sono aumentate dell’8,9%, da 6,540 a 7,119 milioni. E’ stata soprattutto la Lombardia ad attirare i flussi legati ai Giochi. La regione ha concentrato il 71,4% dei viaggiatori olimpici, il 64,7% delle loro notti e il 61,6% della spesa, pari a 243 milioni di euro. Il Veneto ha raccolto 29 milioni di euro, il 22,3% della spesa olimpica, con 215mila viaggiatori e 215mila notti; il Trentino-Alto Adige ha registrato 35 milioni di euro di spesa, il 13,1% del totale e 179mila notti. Le altre regioni italiane hanno beneficiato soltanto marginalmente dei flussi legati ai Giochi, con 12 milioni di euro di spesa, il 2,9% del totale. Nel complesso, i viaggiatori olimpici hanno generato 1,279 milioni di notti in Italia. Poco più di 50mila viaggiatori stranieri avrebbero visitato il Paese comunque, ma hanno partecipato durante il soggiorno ad almeno un evento olimpico o paralimpico. A questo gruppo sono riconducibili ulteriori 93 milioni di spesa. I viaggiatori hanno assegnato all’organizzazione dei Giochi un voto medio di 8,4 su 10, con una forte concentrazione delle risposte nelle valutazioni più alte, tra 8 e 10.