L'indagine

Nel Nordovest un commerciante su tre ha paura

«Il 90% delle imprese del terziario di mercato del Nordovest ha investito negli ultimi anni in misure per la sicurezza, soprattutto in video sorveglianza e sistemi di allarme antifurto. Valore superiore al dato Italia (87,3%)».

Nel Nordovest un commerciante su tre ha paura

Truffe informatiche, furti, aggressioni e baby gang: il 31% le imprese del commercio nel Nordovest segnalano un peggioramento dei livelli di sicurezza rispetto al 2025. E’ quanto emerge da un report presentato da Confcommercio nei giorni scorsi: nel Nordovest l’insicurezza segnalata è maggiore che nel resto del Paese (29%).

«Le truffe informatiche e le aggressioni sono i fenomeni criminali percepiti in maggior aumento – si legge nel documento pubblicato dalla confederazione – dalle imprese del terziario del Nord Ovest. Le percentuali delle truffe informatiche (26,1%) e delle aggressioni (25,1%) sono superiori ai valori nazionale (pari rispettivamente al 23,7% e al 24,1%)».

I furti sono il crimine che preoccupa maggiormente gli imprenditori del terziario del Nordovest

Gli imprenditori di quest’area geografica hanno dichiarato di essere maggiormente preoccupati per il rischio di subire dei furti (26,7%). Il dato è inferiore al valore Italia (32%).
Il 24,5% delle imprese del Nordovest dichiara di aver riscontrato episodi criminali legati alla presenza delle baby gang nella zona di operatività dell’impresa (percentuale superiore al valore Italia pari al 22,8%) e di queste il 49,7% è preoccupata per la propria attività.

Il 32,6% degli imprenditori del Nordovest teme il fenomeno della mala movida

Ha un carattere più generale, riguardando non una situazione specifica, ma piuttosto un ambiente nel quale sono maggiormente possibili altre forme di illegalità più specifiche. Il dato è in linea con quello nazionale (33%). Spiccano l’aumento di rifiuti e degrado urbano (51%), atti di vandalismo e danneggiamenti alle strutture (46,4%).

La questione dell’abusivismo

Il 67,3% delle imprese del terziario del Nordovest ritiene di essere penalizzato dall’abusivismo e dalla contraffazione (dato leggermente superiore a quello nazionale pari al 66,6%), in termini soprattutto di concorrenza sleale (50,7%) e la riduzione dei ricavi (22,6%). Forze dell’ordine (69,8%), organizzazioni antiusura (48,1%) e associazioni di categoria (35,7%) sono considerati i soggetti più vicini agli imprenditori minacciati dalla criminalità. Di fronte a episodi criminali il 67,7% degli imprenditori del Nord Ovest ritiene che chi li subisce dovrebbe sporgere denuncia (dato superiore a quello nazionale pari al 65,1%).

La piaga del taccheggio nel Nordovest è trasversale

Le imprese che devono fare i conti con il taccheggio nel Nordovest sono il 62,2% del totale del terziario (in linea con il dato nazionale, 62,3%). Più di un quarto sono colpite con regolarità, almeno una volta a settimana. Le perdite economiche derivanti da questa attività riguardano il 2% dei ricavi, e la questione è trasversale per ogni genere di prodotto: dai profumi e cosmetici (21,2%), all’abbigliamento e calzature (20,5%), dagli accessori moda (18,4%) agli alcolici (15,7%) e alla piccola elettronica (15,6%).

Sorveglianza video/da remoto (83,5%) e sistemi antitaccheggio (83,2%) sono le misure più adottate

Per contrastare il taccheggio la quasi totalità delle imprese ha installato delle misure che si basano sulla sorveglianza video da remoto, oltre che dispositivi antitaccheggio sui prodotti.

«Il 90% delle imprese del terziario di mercato del Nordovest ha investito negli ultimi anni in misure per la sicurezza, soprattutto in video sorveglianza e sistemi di allarme antifurto. Valore superiore al dato Italia (87,3%)».