Nel corso del 2025, l’export italiano ha registrato una crescita complessiva del 3,3%, sintesi di dinamiche territoriali differenziate: l’aumento è marcato per il Centro (+13,2%), più contenuto per il Sud (+3,2%), il Nordovest (+2,3%) e il Nordest (+2%), mentre si rileva un’ampia contrazione per le Isole (-11,0%), dovuta soprattutto alle minori vendite di prodotti della raffinazione.
Sono i dati forniti da Istat nel report sulle esportazioni delle regioni italiane, aggiornato anche con il quarto trimestre dell’anno. Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, le regioni più dinamiche all’export sono Toscana (+21,3%), Friuli-Venezia Giulia (+17,8%), Calabria (+10,8%), Liguria (+10,2%) e Lazio (+9,6%).
Tra le principali regioni esportatrici la Lombardia ha evidenziato una crescita delle proprie vendite oltre confine rispetto al 2024 (+1,8%), confermandosi la prima regione per export a livello nazionale con una quota pari al 26%; poi si collocano Emilia Romagna, Veneto e Toscana. Il Piemonte, registrando un aumento di oltre 1,6 miliardi del valore delle merci esportate nel 2025 rispetto al 2024, si attesta in quinta posizione, con una quota dell’export nazionale del 9,6%. Le province che contribuiscono in misura maggiore a sostenere le vendite sui mercati esteri sono Firenze, Arezzo, Trieste, Varese e Frosinone; quelle che forniscono i contributi negativi più ampi, Siracusa, Milano, Cagliari, Ascoli Piceno e Siena. Nel 2025, l’aumento delle esportazioni di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici da Toscana, Lazio, Lombardia, Abruzzo e Campania spiega per 2,6 punti percentuali la crescita dell’export nazionale rispetto al 2024.
Nel dettaglio, il Nordovest ha visto un +11,1% per quanto riguarda l’esportazione di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca; bene anche gli articoli farmaceutici (+9,9%); alimentari e bevande che arrivano a +7,8% mentre un brusco -18,3% arriva dai prodotti petroliferi e -13,8% è quanto registrato dai prodotti d’estrazione di minerali da cave e miniere. La Lombardia si distingue per un +11,5% di export di mezzi di trasporto ma anche per il -94% in energia elettrica e gas.
Il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 61,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,7% rispetto al 2024. Anche le importazioni hanno manifestato un’espansione (+5%), raggiungendo i 46,3 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 15,5 miliardi di euro. L’analisi dei singoli comparti per il 2025 delinea una geografia dell’export piemontese in profonda mutazione. I mezzi di trasporto, nonostante una flessione del 2,6%, si confermano il primo settore della regione per peso economico, con una quota del 20,4% sul totale delle vendite estere. Al secondo posto troviamo il comparto della meccanica, che incide per il 17,2%, pur registrando una contrazione del 4,2% rispetto al 2024. In netta ascesa è invece l’alimentare, che consolida la terza posizione superando i 9,6 miliardi di euro di merci esportate, grazie a un solido incremento del 7,7%. Il bilancio del commercio estero piemontese nel 2025 conferma la centralità del mercato europeo come principale pilastro della domanda estera regionale. Tra gennaio e dicembre, le vendite verso i paesi dell’UE-27 hanno raggiunto i 37,3 miliardi di euro, incidendo per il 60,3% sul valore complessivo dell’export, a fronte del 39,7% assorbito dai mercati extra-Ue. Entrambi i bacini hanno mostrato dinamiche di segno positivo, sebbene con intensità differenti: le esportazioni verso l’area comunitaria sono cresciute del 3,1%, mentre l’extra-Ue ha segnato un incremento del 2,1%. Francia e Germania si confermano i perni strategici per le merci piemontesi, coprendo oltre un quarto del valore esportato (28,1%). Il 2025 ha evidenziato il Medio Oriente come un partner di crescente importanza: le esportazioni sono aumentate del 16%, superando la soglia dei 2,2 miliardi di euro e arrivando a pesare per il 3,6% sul totale. Se mercati come il Kuwait (+62,2%) e gli Emirati Arabi Uniti (+7,6%) hanno trainato la crescita a livello geografico. A guidare l’exploit sono stati i mezzi di trasporto: con +58,1%, diventano la prima voce con una quota del 27,1%. Seguono i prodotti alimentari: 20,6% e una crescita del 5,9%. Significativa anche la performance del tessile e abbigliamento (+15,7%) e delle sostanze chimiche (+19,5%), comparti che hanno saputo compensare la contrazione registrata dai macchinari (-15,3%), che pur restando un pilastro (14,6% di quota) hanno subito un rallentamento. Queste cifre non risentono dell’ampliarsi dei conflitti in Medio Oriente e di conseguenza le prospettive per il 2026 restano un’incognita.
L'analisi di Istat
Nel 2025 l’export italiano è cresciuto del 2,3% nel Nordovest
Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, le regioni più dinamiche all’export sono Toscana (+21,3%), Friuli-Venezia Giulia (+17,8%), Calabria (+10,8%), Liguria (+10,2%) e Lazio (+9,6%).