Qualità degli investimenti, valorizzazione degli ecosistemi territoriali e semplificazione amministrativa. Queste sono le tre direttrici fondamentali della strategia per il 2026 di Regione Lombardia. Il piano è stato presentato a Palazzo Grazioli, nella sede della Stampa estera a Roma, nella mattinata di martedì 12 maggio, e ha l’obiettivo di potenziare ancora di più la capacità per la regione più popolosa d’Italia di attrarre investimenti esteri. L’obiettivo dichiarato di Regione Lombardia è quello di diventare una delle principali piattaforme europee per competitività industriale, innovazione e sviluppo tecnologico. Le tre direttrici principali lungo le quali si snoda il piano sono tanto semplici quanto efficaci:
«La prima – spiegano gli organizzatori del convegno nella Capitale – è la qualità degli investimenti. La Lombardia punta a rafforzare la propria attrattività nei settori ad alto valore aggiunto: ICT, scienze della vita, elettronica, aerospazio, chimica, agroalimentare avanzato e servizi innovativi, con particolare attenzione a ricerca, sviluppo e funzioni direzionali. La seconda è la valorizzazione degli ecosistemi territoriali. Il territorio viene letto come un sistema integrato di filiere, competenze e specializzazioni produttive. In questo contesto si inseriscono anche le Zone di Innovazione e Sviluppo (ZIS), pensate per rafforzare poli ad alta specializzazione, e la Zona Logistica Semplificata (ZLS) di Cremona e Mantova, orientata a rendere più competitivi gli insediamenti produttivi e logistici; inoltre, sempre sul versante della valorizzazione delle competenze specifiche Regione Lombardia ha attivato, tra le diverse iniziative, anche quella denominata “Talenti – Trasferimento delle conoscenze”, un intervento strategico che rafforza il legame tra attrazione degli investimenti e disponibilità di capitale umano qualificato. L’iniziativa è finalizzata a sostenere l’ingresso di dottori di ricerca e professionisti altamente qualificati nelle piccole e medie imprese lombarde, con l’obiettivo di favorire il trasferimento di competenze scientifiche e tecnologiche direttamente nel sistema produttivo. La terza direttrice è la velocità dei processi, attraverso la semplificazione amministrativa e il rafforzamento del modello one-stop-shop, per rendere più rapidi e prevedibili i percorsi di investimento».
Da un approccio reattivo la nuova strategia prevede di passare a una politica industriale proattiva, in quello che è un deciso cambio di paradigma orientato ad ottenere maggiori flussi di investimenti e allo stesso tempo investimenti di qualità, che siano capaci di generare innovazione, rafforzare le filiere e in ultima istanza, creare occupazione qualificata sul territorio.
«I numeri – ha spiegato l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi – confermano il nostro primato italiano rispetto all’attrazione investimenti esteri; non possiamo però fermarci al primato nazionale, possiamo e dobbiamo migliorarci. Questo è l’obiettivo della nuova strategia di attrazione degli investimenti che abbiamo presentato in cui si evidenzia un ruolo più da protagonista e attivo di Regione Lombardia al fine di cogliere opportunità di nuovi investimenti presentandoci con ecosistemi completi: dalla ricerca, ai fornitori, alle competenze. Proviamo a giocarci la partita dell’attrazione in un campionato più difficile e maggiormente competitivo; alziamo il livello, proviamo a migliorarci; vogliamo essere meta internazionale e hub europeo».
«La strategia per l’attrazione degli investimenti in Lombardia entra in una fase operativa con il Piano 2026, strutturato su sette pilastri che coprono l’intero ciclo dell’investimento, dalla lead generation ai servizi di aftercare. L’approccio internazionale è rafforzato da attività promozionali e roadshow nei principali mercati esteri, con value proposition focalizzate su settori ad alto valore aggiunto, supportate da un know-how specialistico e un’analisi dei dati globali. La business intelligence permette di intercettare investitori qualificati e accompagnarli efficacemente nel percorso di insediamento. L’aftercare è considerato strategico per valorizzare le imprese già insediate e favorirne la crescita», ha aggiunto il direttore generale di Promos Italia Giovanni Rossi.
La sfida è chiara: consolidare un modello di sviluppo capace di coniugare investimenti, innovazione e talento, posizionando la Lombardia come uno dei principali hub europei per la crescita economica sostenibile.
La Lombardia non solo è uno dei più potenti motori economici del paese, ma spicca tra i primi posti in Europa per la sua competitività. Con un Pil pari al 23% del prodotto interno lordo nazionale e quasi un quarto degli investimenti esteri in Italia, la Regione è il primo polo del paese per investimenti esteri. Solo per fare qualche numero, dal 2021 al 2025 le 12 province lombarde hanno visto sul proprio territorio la messa a terra di 448 progetti esteri, sul totale di 1.158 che la nazione ha attratto nel quadriennio. Negli ultimi 5 anni ha mantenuto una quota tra il 35% e il 45% del totale nazionale degli investimenti dal resto del mondo, con una crescita costante di 85/90 investimenti esteri diretti all’anno.
Le testimonianze di chi è già in Lombardia a fare impresa (con successo)
Nulla vale più dei fatti per sostenere la validità di una teoria. Così al convegno romano sono intervenuti alcuni rappresentanti di imprese internazionali che già sono presenti con investimenti importanti nelle province lombarde: «Regione Lombardia – ha detto Carina Solsona Garriga, coo di Affinity Petcare – ha accompagnato il nostro percorso di insediamento, supportandoci nel dialogo con il territorio e nello sviluppo delle competenze necessarie. La Lombardia si distingue per un ecosistema industriale solido e collaborativo, favorevole allo sviluppo di nuovi investimenti».
«Abbiamo scelto la Lombardia per la sua posizione strategica, la qualità delle infrastrutture e un ecosistema industriale unico a livello europeo, che consente di ottimizzare efficienza, sostenibilità e sviluppo produttivo», ha aggiunto l’amministratore Delegato di Rockwool Italia, Federico Castelli.
A livello territoriale, la forza della regione risiede in un sistema integrato di filiere produttive, competenze tecniche e capacità di innovazione diffusa. «La Lombardia è più attrattiva di molte regioni europee grazie a una filiera industriale avanzata, competenze di altissimo livello e un forte orientamento all’export. Qui troviamo non solo un luogo dove produrre, ma dove innovare e costruire valore nel lungo periodo», ha sottolineato Paolo Bertuzzi, ceo & managing director Turboden S.p.A.
La cosa acquista ancora più significato se si osserva la flessione tra il 2023 e il 2024 dei flussi globali di investimenti, che sono calati dell’11%. In Europa la diminuzione è stata del 5%, mentre la Lombardia ha visto una crescita del 6%.
Invest in Lombardy: il modello unico di accesso per gli investitori internazionali
«Nel periodo 2020-2025, Regione Lombardia – hanno spiegato gli organizzatori del convegno di Roma – tramite il progetto Invest in Lombardy, in collaborazione con Milano & Partners, ha supportato oltre 1.400 aziende estere interessate a investire sul territorio. Di queste, solo nel 2025, 34 hanno già avviato o annunciato progetti di investimento, con un impatto stimato di 2,8 miliardi di euro di capital expenditure e 6.200 nuovi posti di lavoro. Attualmente sono 746 i progetti in gestione attiva, concentrati nei settori a più alto valore aggiunto, principalmente in manifattura (semiconduttori, Industria 4.0), Scienze della Vita (biotecnologie, farmaceutico), Clean Tech (economia circolare, energie pulite) IT/ICT. Questi numeri raccontano una leadership consolidata. Ma la sfida che la Lombardia si pone oggi è diversa: non è più soltanto nazionale, ma pienamente europea e globale».
Da attrattore nazionale a piattaforma europea di investimenti
La strategia presentata a Roma ha come obiettivo questo cambio di visuale che ha già un sistema operativo attivo: «Il primo passaggio è stato l’approvazione della Strategia regionale per l’attrazione degli investimenti, che ha definito priorità e modello di intervento. A seguire – è stato spiegato nella sede dell’Associazione Stampa estera – l’Accordo Quadro tra Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi ha dato forma a una governance integrata tra istituzioni e sistema camerale. Il terzo livello è il Piano Operativo 2026, che traduce la strategia in azioni concrete, strumenti misurabili e obiettivi di impatto, segnando il passaggio dalla pianificazione all’esecuzione».