L'Osservatorio del Poltecnico di Milano

Logistica nel Nordovest un affare da 50 miliardi di euro (il 44% del fatturato italiano)

Le nuove sfide riguardano l'Intelligenza artificiale e la sostenibilità.

Logistica nel Nordovest un affare da 50 miliardi di euro (il 44% del fatturato italiano)

Nordovest terra di logistica. Sempre più forte, sempre più in espansione. Lo hanno raccontato gli Stati generali della logistica a Torino a ottobre del 2025 e lo conferma la recente ricerca dell’Osservatorio Contract Logistics del Politecnico di Milano.

Il Nordovest da solo vale quasi la metà del fatturato italiano del settore della logistica

Il Nordovest, infatti, vale il 44% del fatturato italiano della logistica pari a 50 miliardi di euro. In questa area del Paese il settore ha registrato una significativa espansione di fatturato nel biennio 2021-2022, per poi evidenziare una flessione nel 2023, dovuta alla diminuzione delle tariffe di trasporto internazionale, a cui sono seguiti due anni di moderata crescita. La percezione della logistica da parte delle imprese del Nordovest è profondamente cambiata negli ultimi anni: il 61% delle aziende committenti la considera un’attività strategica con forte impatto sulle prestazioni aziendali, mentre il 32% la ritiene rilevante ma con un impatto più contenuto.

Outsourcing

Negli ultimi 15 anni l’incidenza della logistica conto terzi è aumentata in modo costante in Italia, passando dal 36,4% nel 2009 a circa il 43% nel 2023. Nel Norovest, oggi il 71% delle aziende committenti affida all’esterno attività logistiche tradizionali, mentre il 12% estende la collaborazione anche ad attività a valore aggiunto. Le piccole imprese tendono a coinvolgere il fornitore logistico per singole attività specifiche, mentre le aziende medio-grandi adottano modelli di outsourcing più estesi e strutturati. Il valore riconosciuto ai fornitori di servizi logistici è legato all’aumento della flessibilità (46%) e alla possibilità di modificare la struttura costo/servizio (36%). Seguono la riduzione dei rischi e il supporto alla business continuity (22%).

«In una fase caratterizzata da forte incertezza e da un contesto competitivo sempre più complesso, la logistica assume un ruolo centrale nel garantire continuità operativa, flessibilità e capacità di adattamento delle imprese – dichiara Paolo Giacobbe, ricercatore dell’Osservatorio Contract Logistics – e questo è particolarmente evidente nel Nordovest, dove il settore ha un ruolo strategico per il tessuto economico. Oggi la logistica non è più soltanto una funzione di supporto, ma una leva strategica che contribuisce in modo diretto alla resilienza delle filiere e alla creazione di valore per il sistema produttivo».

Le nuove sfide: AI e green

L’adozione dell’Intelligenza Artificiale rappresenta uno dei principali driver di trasformazione: il 30% delle aziende committenti ha già adottato soluzioni di AI in attività di logistica e supply chain e l’81% di queste dichiara di aver riscontrato benefici concreti. L’adozione riguarda sia processi specifici sia attività trasversali, con il 13% delle aziende che utilizza l’AI su entrambe le dimensioni, il 25% focalizzato su singoli processi e il 15% su attività trasversali. Nell’implementazione delle soluzioni di AI sono possibili due modalità: la sostituzione del lavoro umano o il potenziamento delle capacità dei lavoratori. I risultati evidenziano che solo una minoranza di aziende (11%) ha perseguito l’obiettivo di sostituire il lavoro umano, in particolare per le attività più semplici e ripetitive. In generale, la finalità prevalente rimane il potenziamento delle capacità umane (24%). Tale tendenza si confermerà nei prossimi tre anni: si prevede che la quota di aziende orientate al potenziamento raggiungerà il 34%, mentre quelle focalizzate sull’automazione e sostituzione dell’uomo raggiungeranno il 15%.

«L’AI sta uscendo da una fase sperimentale per diventare uno strumento concreto a supporto dei processi logistici – afferma Marco Melacini, direttore scientifico dell’Osservatorio – La sfida non è solo tecnologica, ma riguarda la disponibilità dei dati, le competenze e la capacità di integrare l’AI all’interno di modelli organizzativi e decisionali».

La transizione green è l’altro grande driver di sviluppo della logistica: il 20% delle aziende considera la transizione green come la priorità strategica, con interventi che riguardano l’intero processo logistico, dal trasporto al magazzino fino al packaging. In particolare, per quanto riguarda gli immobili, le aziende stanno concentrando gli investimenti soprattutto su illuminazione (28%), gestione dei materiali (23%), impiantistica (22%) e strategie operative (12%), mentre in prospettiva futura cresce l’interesse verso impiantistica (26%), illuminazione (23%) e gestione dei materiali (21%). Il trend più rilevante riguarda lo sviluppo di infrastrutture per la mobilità sostenibile interne ai siti logistici, che nel 2025 ha coinvolto il 45% dei siti e che ha mostrato la crescita più rilevante. Seguono le ribalte con portoni coibentati (21%), gli interventi di isolamento termico (16%), cool roof (9%) e soluzioni legate alla biodiversità (7%).

«La transizione verso una logistica innovativa e sostenibile è già avviata, ma per diventare strutturale richiede un’evoluzione dei modelli di collaborazione di filiera e un forte investimento sulle competenze – sottolinea Damiano Frosi, direttore dell’Osservatorio – Gli interventi sugli immobili e sulle tecnologie sono fondamentali, ma da soli non bastano: servono relazioni di filiera più mature, condivisione delle informazioni e persone in grado di governare il cambiamento».