Il focus di Unioncamere

L’imprenditoria straniera nel tessuto produttivo piemontese cresce di 1.600 unità in 12 mesi

Sesta regione per densità. Il ranking è guidato da Liguria e Toscana, poi Emilia-Romagna e Lombardia.

L’imprenditoria straniera nel tessuto produttivo piemontese cresce di 1.600 unità in 12 mesi

Si consolida il ruolo trainante dell’imprenditoria straniera nel tessuto produttivo regionale piemontese: a fine 2025 si contano 55.434 imprese straniere registrate, con una crescita annuale del 3% (1.600 unità in dodici mesi) mentre il resto del sistema imprenditoriale mostra segnali di sofferenza, chiudendo l’esercizio con meno 1,2%. I dati del registro imprese delle Camere di commercio piemontesi confermano un saldo positivo di quasi 14mila unità per le imprese guidate da nati all’estero dal 2016 a oggi (+33,7%), in netto contrasto con la flessione del comparto non straniero (-36mila unità). Questo costante sviluppo ha portato il peso specifico della componente estera al 13,3% del tessuto produttivo regionale (dal 9,4% di fine 2016).

In un quadro nazionale che conta oltre 673mila imprese a guida straniera (pari all’11,5% del tessuto produttivo italiano), il Piemonte detiene una quota rilevante, ospitandone l’8,2%. Il tasso di internazionalizzazione del sistema imprenditoriale piemontese (13,3%) colloca la regione in 6ª posizione a livello nazionale per densità di imprenditoria straniera; il Piemonte segue, infatti, a breve distanza, realtà come la Lombardia (14,2%) e l’Emilia-Romagna (14,3%), in un ranking guidato da Liguria (17,3%) e Toscana (16,8%). «L’imprenditoria straniera si conferma un pilastro strutturale del Piemonte, garantendo vitalità al nostro tessuto produttivo in una fase di contrazione della base tradizionale. Non assistiamo solo a una crescita numerica, ma a un irrobustimento qualitativo. Come sistema camerale, il nostro impegno resta quello di accompagnare questa evoluzione, favorendo un ambiente in cui lo spirito d’impresa possa tradursi in valore condiviso, occupazione e innovazione per tutto il Piemonte» commenta Massimiliano Cipolletta, vicepresidente Unioncamere Piemonte.

L’identikit dell’impresa straniera in Piemonte vede nelle costruzioni il suo baricentro naturale: con circa 18mila unità (il 32,8% del totale straniero), l’edilizia è il settore a più alta densità estera, dove quasi un’azienda su tre (28,1%) parla una lingua straniera. Seguono per rilevanza il commercio e gli altri servizi, che insieme coprono oltre il 45% delle iniziative imprenditoriali di origine estera. Degno di nota è anche il ruolo nel turismo, comparto in cui le imprese guidate da nati all’estero pesano per il 17,6% sul totale regionale. Poco più di un’impresa straniera su quattro è di nazionalità europea, mentre la restante parte è guidata da cittadini extra-europei (72,6%).

Sotto il profilo dell’assetto giuridico, la componente straniera conferma una spiccata predilezione per modelli d’impresa agili: ben il 79,1% delle realtà opera, infatti, come ditta individuale, formula che oggi rappresenta il 18,9% dell’intera platea regionale di questa categoria. Tuttavia, l’analisi evidenzia un progressivo irrobustimento gestionale: nel 2025 le società di capitale sono salite al 13,6%, raddoppiando il proprio peso specifico rispetto a dieci anni fa. Più contenuta la presenza di società di persone (6,7%) e altre forme (0,6%). Nonostante il trend di crescita delle forme societarie più evolute, l’imprenditoria straniera mantiene un profilo meno complesso rispetto alla media regionale, come dimostra l’incidenza ancora contenuta delle sue società di capitale sul totale piemontese (8%). La distribuzione territoriale delle imprese straniere riflette una marcata polarizzazione verso la città metropolitana di Torino: circa 6 realtà su 10 hanno sede legale in questo territorio. A seguire, per volumi assoluti, le province di Cuneo (10,1%) e Alessandria (9,1%). L’analisi della densità imprenditoriale rivela, invece, sfumature diverse: se Torino guida la classifica per incidenza sul tessuto locale (15,2%), Novara si conferma un polo di forte attrattività con il 13,6%. Al contrario, il peso della componente estera appare più contenuto nelle province di Cuneo (8,7%) e Biella (7,5%), dove la base produttiva mantiene una matrice più tradizionale. Sotto il profilo territoriale, le performance più vivaci si registrano nelle province di Cuneo (+5,7%) e Novara (+4,8%), mentre appaiono più stabili, seppur in territorio positivo, i bilanci di Asti (+0,7%) e Alessandria (+1%).