L'analisi

Lavoro, in Piemonte è caccia alle competenze: un profilo su due è difficile da trovare

Secondo il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior, a settembre la difficoltà di reperimento ha riguardato circa un profilo su due.

Lavoro, in Piemonte è caccia alle competenze: un profilo su due è difficile da trovare

Il mercato del lavoro piemontese attraversa una fase di profonda trasformazione. Evoluzione tecnologica, digitalizzazione e automazione stanno modificando processi produttivi, competenze e profili richiesti dalle imprese. Una delle conseguenze più evidenti è il mismatch tra domanda e offerta: secondo il Bollettino del Sistema Informativo Excelsior, a settembre la difficoltà di reperimento ha riguardato circa un profilo su due. E’ quanto emerge dall’analisi di Gi Group sul mercato regionale. Nella logistica, la posizione strategica del Piemonte lungo le direttrici europee sostiene la domanda di operatori logistici e di magazzino, sempre più chiamati a utilizzare strumenti digitali e a confrontarsi con processi automatizzati. Nel commercio e nei servizi le figure più richieste sono addetti alle vendite e operatori della ristorazione. Se retail e grande distribuzione risultano attrattivi per giovani e studenti, ristorazione, hotellerie e facility management incontrano maggiori difficoltà nel reperimento, anche per la percezione di un equilibrio più complesso tra vita professionale e privata. L’industria evidenzia gli effetti più marcati dell’automazione. Restano elevate le richieste di conduttori di impianti, operai di produzione, manutentori, meccanici e montatori, ma con competenze tecniche sempre più avanzate. Nel distretto torinese, automotive e aerospazio rappresentano filiere centrali. Il cluster aerospaziale piemontese conta 348 imprese e circa 14.500 addetti, secondo i dati Ires Piemonte; 105 aziende sono attive anche nell’automotive, a conferma della contiguità tra i due comparti. Anche i distretti specializzati evidenziano difficoltà nel reperimento di competenze. A Valenza sono richiesti incassatori di gemme, mentre a Biella il tessile cerca figure come sarte e addetti alle diverse fasi di lavorazione. La sfida è preservare e trasferire competenze specialistiche, adattandole ai nuovi processi produttivi. Per le imprese diventa quindi strategico non solo attrarre, ma anche formare e trattenere le persone, soprattutto in vista del ricambio generazionale. Apprendistato e formazione continua possono contribuire a ridurre il mismatch e favorire il trasferimento del know-how. «La sfida, oggi, non è solo reperire le persone ma anche investire in percorsi di formazione e potenziare la capacità attrattiva verso le nuove generazioni» sottolinea Andrea Vaglienti, regional business director Piemonte di Gi Group.