Il contante arretra, ma non abbastanza da diventare una presenza marginale nell’economia italiana. E se nel Paese il valore delle movimentazioni in cash è sceso nel 2025, il denaro fisico continua a muovere cifre che si contano in centinaia di miliardi. Nel Nordovest la Lombardia fa la parte del leone, mentre Piemonte e Liguria si muovono su dimensioni più contenute: messe insieme, le tre regioni hanno concentrato nel secondo semestre del 2025 il 23,8% delle operazioni in contanti registrate in Italia e il 21,8% del loro valore. La fotografia arriva dalle statistiche dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Nel 2025 le comunicazioni oggettive hanno registrato complessivamente 234,7 miliardi di euro di operazioni in contanti, distribuite su 44,6 milioni di movimenti. Rispetto all’anno precedente il valore è diminuito del 4%, mentre il numero delle operazioni è calato del 2,4%. Anche la dimensione media si è ridotta: 5.259 euro per operazione, contro i 5.346 del 2024.
In Lombardia quasi 18 miliardi
Tra luglio e dicembre 2025 la regione ha rappresentato il 15,7% di tutte le operazioni registrate in Italia e il 14,9% del loro valore. Rapportando questa quota ai 119,6 miliardi complessivamente movimentati nel Paese nel semestre, si arriva a circa 17,8 miliardi di euro. L’importo medio delle operazioni lombarde è stato di 5.044 euro. Un valore significativo, ma non particolarmente distante dalla media nazionale. È soprattutto la quantità complessiva dei movimenti a fare la differenza: la Lombardia concentra da sola quasi un sesto delle operazioni e degli importi del semestre.
Piemonte, oltre 5 miliardi
Nel secondo semestre la regione ha rappresentato il 5,6% delle operazioni e il 4,7% degli importi complessivi. Tradotto in valore, sulla base del totale nazionale del semestre, significa circa 5,6 miliardi di euro. Qui il valore medio delle singole operazioni scende a 4.476 euro, al di sotto sia della media italiana sia di quella lombarda. Meno volume complessivo, quindi, e movimentazioni mediamente più contenute.
In Liguria circa 2,6 miliardi
Nel semestre ha rappresentato il 2,5% del numero delle operazioni e il 2,2% del loro valore. Applicata ai 119,6 miliardi complessivi, la percentuale corrisponde a circa 2,6 miliardi di euro; la dimensione media delle operazioni rimane sotto la soglia nazionale: 4.643 euro.
Le tendenze
La tendenza generale, tuttavia, è quella di una lenta riduzione. Nel secondo semestre dello scorso anno le operazioni sono state 22,6 milioni, per 119,6 miliardi di euro, circa il 5% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E c’è un elemento particolarmente significativo: quasi il 95% degli importi riguarda operazioni di versamento. Il contante, insomma, non è soltanto quello che passa di mano nei negozi. Una parte consistente dei flussi riguarda il denaro che viene depositato e movimentato attraverso il sistema bancario e postale.
Contante ed evasione: un rapporto da maneggiare con cautela
Il tema dell’evasione fiscale resta sullo sfondo, ma i numeri sul contante non consentono scorciatoie. Una forte presenza di denaro contante può rappresentare un elemento di attenzione per chi controlla i flussi finanziari, soprattutto quando diventa difficile ricostruirne origine e destinazione. Ma contante non significa automaticamente evasione: le comunicazioni oggettive registrano determinate movimentazioni e non sono segnalazioni di operazioni sospette. Per questo i 234,7 miliardi di euro rilevati nel 2025 non possono essere considerati una stima del «nero» presente nell’economia italiana. Il loro interesse sta piuttosto nel mostrare dove e con quale intensità il contante continua a circolare.