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In Lombardia un terzo delle imprese italiane partecipate da soci iraniani

Sono 372 le imprese con soci fisici o giuridici provenienti dal paese in guerra: quelle partecipate da soci mediorientali o dal Golfo Persico sono 1.398.

In Lombardia un terzo delle imprese italiane partecipate da soci iraniani

Oltre un terzo delle imprese italiane partecipate da soci iraniani sono in Lombardia. E’ quanto emerge dai registri delle camere di commercio del sistema Infocamere: nella regione più popolosa d’Italia sono 372 le imprese che hanno soci fisici o giuridici provenienti dal paese in guerra, su un totale di 1.093 aziende italiane. Di più: nelle imprese lombarde è concentrato più di un terzo di tutte le partecipazioni dei paesi del Medio Oriente e del Golfo Persico presenti nelle imprese italiane. Delle 3.839 partecipazioni di soci mediorientali e del Golfo Persico nelle imprese italiane, ben 1.398 sono registrate in territorio lombardo. Dopo il record dell’Iran, spicca – sempre in Lombardia – la presenza di soci e capitali israeliani, con 311 partecipazioni. Seguono presenze dal Libano (205). In Piemonte la situazione è decisamente più contenuta: sono infatti 164 le partecipazioni registrate al 31 dicembre 2025 dai paesi mediorientali nelle imprese locali. Anche in questa regione si nota però il primato dell’Iran, con 54 partecipazioni. In Liguria le partecipazioni totali sono 89, e pure in questo caso il paese più rappresentato è quello del’Iran, da diverse settimane nell’occhio del ciclone di una nuova guerra con l’Occidente a guida Usa.

I dati sono quelli raccolti dai registri delle imprese delle camere di commercio dal sistema Infocamere, e sono aggiornati al 31 dicembre 2025. Sistema di raccolta che, vista l’attualità, ha messo a punto un focus proprio delle partecipazioni iraniane in Italia, creando un elenco dei settori nei quali soci e capitali iraniani sono più presenti.

Nel commercio la maggior concentrazione di capitali iraniani

Con oltre 7 milioni di euro di capitali è il settore del commercio che, in Italia, beneficia maggiormente delle partecipazioni di uomini d’affari iraniani. Sono presenti (sempre sia come persone fisiche che come persone giuridiche) nei “board” di 364 imprese italiane. In termini di peso economico e finanziario, è il settore manifatturiero a seguire quello del commercio: qui i capitali iraniani superano i 5 milioni di euro, distribuiti in 38 imprese. Non mancano poi le attività immobiliari o l’agricoltura, la pesca e la silvicoltura. Il totale delle partecipazioni mediorientali nelle imprese italiane tocca la cifra record di 415 milioni di euro.

I profili di investimento sono molto definiti

Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano il 40,8% del capitale totale dell’area investito in Italia, corrispondente a circa 170 milioni di euro. Il Qatar si distingue per un modello di partecipazione più concentrato: con una quota del 20% sul totale (circa 83,4 milioni), gli investimenti qatarioti si focalizzano su sole 32 società, per una dimensione media della partecipazione significativamente più elevata degli altri paesi. Seguono, con quote più contenute, Israele con il 14,3% del totale (59 milioni), Libano con il 10,2% (42,3 milioni), Arabia Saudita con il 5,2% (circa 22 milioni) e Iran con il 5% (20,8 milioni). I restanti sei paesi, dal Barhein al Kuwait, rappresentano una quota residua del 4,4% corrispondente a circa 18,2 milioni.

L’orientamento dei capitali è verso gli investimenti ad alto valore tecnologico

Analizzando il quadro generale degli investimenti provenienti dall’area del Golfo Persico e del Medio Oriente emerge come sia il settore manifatturiero ad assorbire la quota maggiore di denaro: 185 milioni di euro, con un’incidenza del 44,6% sul totale. Di particolare rilievo è anche il comparto dei Trasporti e della logistica, dove i soci dell’area detengono partecipazioni per un totale di 52,3 milioni, pari al 12,6% del portafoglio complessivo. L’analisi settoriale conferma inoltre l’interesse per il comparto delle attività finanziarie e assicurative: in questo comparto si registra la presenza di soci medio-orientali in 72 aziende italiane, con un capitale sociale complessivo nelle imprese partecipate pari a 44,7 milioni, pari al 10,8% del totale.

La partecipazione mediorientale va oltre alla sola logica finanziaria

In alcuni casi le partecipazioni mediorientali nelle imprese italiane non si limitano a ruoli di minoranza nei consigli di amministrazione. Lo studio di Infocamere riporta come nel caso degli Emirati Arabi Uniti la media della quota di possesso delle società italiane sia del 34%, arrivi al 46% per l’Oman e raggiunga addirittura al 62% per il Qatar.

L’intervento del presidente di InfoCamere, Antonio Santocono

«Il Registro delle Imprese è uno strumento essenziale per leggere in tempo reale la geografia degli investimenti esteri nel tessuto produttivo italiano. Incrociando dati anagrafici, patrimoniali e di assetto proprietario è possibile produrre analisi granulari mappando paesi di provenienza, settore di attività e quota di partecipazione. I dati che abbiamo elaborato restituiscono un quadro puntuale e inedito: quasi 4mila imprese italiane partecipate per oltre 400 milioni di euro di capitale non sono una presenza episodica ma una componente strutturata del nostro sistema economico. InfoCamere mette a disposizione questa capacità analitica per supportare i decisori pubblici con dati affidabili e aggiornati, a maggior ragione necessari per interpretare un contesto geopolitico complesso come quello attuale».