I dati

Imprese in crescita: Mezzogiorno in testa ma il Nordovest è secondo

Lombardia e Piemonte trainano la ripresa dell'artigianato.

Imprese in crescita: Mezzogiorno in testa ma il Nordovest è secondo

Il Nordovest si conferma uno dei principali motori della crescita imprenditoriale italiana, anche se sul fronte della velocità di sviluppo cede terreno rispetto al Centro. Nel secondo trimestre del 2026, secondo l’analisi Movimprese di Unioncamere e InfoCamere, tra aprile e giugno il saldo tra nuove iscrizioni e cessazioni è stato positivo per 8.121 imprese, secondo miglior risultato in Italia dopo il Mezzogiorno (+11.129). Il tasso di crescita dell’area si attesta però al +0,53%, inferiore sia alla media nazionale (+0,56%) sia al +0,64% registrato dal Centro, che si conferma la macroarea più dinamica del Paese. A sostenere il risultato è soprattutto la Lombardia che continua a rappresentare il cuore del sistema imprenditoriale italiano. La regione chiude il trimestre con 5.461 imprese in più, frutto di 15.035 nuove iscrizioni e 9.574 cessazioni, raggiungendo uno stock di oltre 935 mila imprese registrate e un tasso di crescita del +0,58%, superiore a quello dell’intera macroarea. Da sola la Lombardia contribuisce a circa due terzi del saldo positivo del Nordovest, confermandosi la locomotiva dell’economia dell’area. Anche il Piemonte mantiene un andamento positivo, con 1.872 imprese in più e un tasso di crescita del +0,45%, sostanzialmente in linea con quello registrato nello stesso periodo del 2025. La Liguria aggiunge 685 imprese al proprio tessuto produttivo, con un incremento del +0,44%, leggermente inferiore a quello dell’anno scorso (+0,48%). Nel complesso, tutte e tre le principali regioni del Nordovest chiudono quindi il trimestre in territorio positivo, pur con intensità diverse. Come nel resto del Paese, la crescita è trainata soprattutto dai servizi e dalle costruzioni. A livello nazionale, infatti, i comparti più dinamici sono le attività finanziarie e assicurative (+1,91%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+1,59%), i servizi amministrativi e di supporto (+1,13%), oltre alle costruzioni (+5.369 imprese) e ai servizi di alloggio e ristorazione (+4.851). Continua invece a rallentare la manifattura, che registra una crescita appena dello 0,10%, mentre agricoltura, silvicoltura e pesca si fermano al +0,23%, confermando un sistema produttivo che cresce soprattutto grazie alle attività di servizio. Un segnale particolarmente incoraggiante arriva dall’artigianato, dove il Nord-Ovest torna a occupare il primo posto in Italia per crescita in valore assoluto. Tra aprile e giugno il saldo è infatti positivo per 1.575 imprese artigiane, davanti al Nordest (+1.294), anche se il tasso di crescita dell’area (+0,41%) resta leggermente inferiore alla media nazionale (+0,43%). Anche in questo comparto è la Lombardia a fornire il contributo più consistente, con 902 nuove imprese artigiane, seguita dal Piemonte (+409) e dalla Liguria (+230). Sul piano relativo, tuttavia, è proprio la Liguria a distinguersi, con un tasso di crescita del +0,54%, superiore sia a quello lombardo (+0,40%) sia a quello piemontese (+0,36%).
Il quadro conferma una trasformazione ormai evidente del tessuto economico. La ripresa dell’artigianato è sostenuta quasi esclusivamente dalle costruzioni e dai servizi alla persona – dalle attività di riparazione e manutenzione ai servizi per il benessere e l’assistenza – mentre la manifattura continua a perdere terreno. Una dinamica che riflette anche l’evoluzione dell’intero sistema imprenditoriale italiano: crescono le imprese più strutturate e orientate ai servizi, mentre i comparti tradizionali mostrano una capacità di espansione sempre più limitata. Per il Nordovest si tratta comunque di un risultato che conferma la solidità del territorio, capace di mantenere un ruolo di primo piano nella crescita del Paese grazie soprattutto alla forza della Lombardia e alla ritrovata vitalità del comparto artigiano.