In 10 anni il settore degli autotrasporti ha perso quasi 20mila imprese in Italia.
Quasi 20mila imprese in meno in 10 anni nel settore degli autotrasporti in Italia
Negli ultimi 10 anni lo stock complessivo delle imprese attive di autotrasporto presenti in Italia è diminuito di 19.241 unità cioè un -22,2% a causa delle crisi economiche e, soprattutto nel Nord, della concorrenza dei vettori stranieri, in particolare quelli provenienti dai Paesi dell’Europa dell’Est. Nel Nordovest va anche peggio: si registra un -5.532 unità pari al 25,9% quindi al di sopra della media nazionale e dietro solo al Centro che segna un -30,8%. Se la Lombardia si “ferma” a -23,6%, Liguria (record negativo Imperia) e Piemonte arrivano a -29,5% e -29,7%. L’elaborazione dell’Ufficio Studi CGIA su dati camerali parla chiaro: il settore è in difficoltà.
L’innalzamento dei costi fissi e della difficoltà di ricevere pagamenti regolari
L’aumento dei pedaggi autostradali (circa +1,5%) e quello del gasolio per autotrazione (+3,6%) hanno determinato un forte incremento dei costi fissi a cui si aggiungono le criticità nel ricevere pagamenti regolari, con ricadute pesanti soprattutto sulle piccole imprese. Secondo CGIA, ogni mezzo pesante impiegato in queste attività di dimensioni più contenute potrebbe subire un aumento medio annuo del costo per il solo acquisto del carburante, rispetto allo scorso 31 dicembre, di circa 2.000 euro, aggravando ulteriormente la pressione sui bilanci aziendali. Eppure, oltre l’80% delle merci in Italia viene movimentato su strada, almeno in una fase del percorso; in particolare, per prodotti deperibili come alimenti freschi e farmaci, il trasporto su strada è spesso l’unica soluzione in grado di assicurare consegne rapide e controllate.
…per non parlare del deficit delle infrastrutture
Tra i tanti elementi di fragilità del settore, evidenziati dall’Ufficio studi CGIA, anche il deficit delle infrastrutture: strade, ferrovie, porti e nodi logistici sono spesso sottoposti a un utilizzo intenso, mentre la manutenzione non sempre riesce a tenere il passo. Questo provoca rallentamenti, interruzioni e una maggiore esposizione a guasti e imprevisti, con ricadute dirette sui tempi di spostamento e sui costi per le imprese.
«Un’altra criticità rilevante riguarda la situazione economica degli operatori: in molti segmenti del settore i margini sono ridotti e la concorrenza (spesso proveniente dall’Est Europa) è molto forte – si legge – Le imprese si trovano spesso a dover contenere i costi per restare sul mercato, rinviando investimenti importanti in mezzi più moderni, tecnologie digitali o miglioramenti organizzativi. Un ostacolo sempre più evidente poi è quello del lavoro: il settore dei trasporti fatica ad attrarre nuove persone e a sostituire chi va in pensione; le condizioni di lavoro impegnative, gli orari irregolari e l’incertezza dei redditi rendono la professione dell’autista poco appetibile, soprattutto per i più giovani. La carenza di personale qualificato incide sulla qualità dei servizi e limita la possibilità di crescere e innovare».
E poi c’è la sfida ambientale, che chiede risorse a un settore già in difficoltà
A tutto questo si aggiunge la sfida ambientale con la transizione che richiede risorse a un settore già in difficoltà. Nel 2025, la realtà provinciale dove si registra il maggior numero di imprese del settore dell’autotrasporto è Napoli con 3.984 attività; seguono Milano con 3.102, Roma con 2.854, Torino con 2.153 e Salerno con 1.724. In queste cinque realtà si somma oltre il 20% del totale delle imprese attive di autotrasporto presenti in Italia che l’anno scorso ha toccato complessivamente le 67.349 unità. Imperia, infine, è stata la realtà provinciale che tra il 2015 e il 2025 ha subito la contrazione più pesante pari al -40,2% (in valore assoluto pari a -90). Seguono Roma con il -39,4 (-1.854) e Ancona con il -39,3 (-354). Tra le 102 province monitorate in questa indagine, le uniche che nell’ultimo decennio hanno subito un incremento sono state Caserta con il +5,2% (+56), Palermo con il +12,9 (+123) e Bolzano con il +35,7 (+213).