Monitor dei Distretti Agroalimentari di Intesa Sanpaolo

Il Nordovest traina l’agroalimentare

A livello nazionale, i distretti italiani hanno chiuso il 2025 con esportazioni pari a 161,3 miliardi di euro, in lieve flessione (-1,1%) rispetto all’anno precedente. In controtendenza il Nordovest, che ha invece aumentato le vendite all’estero di oltre 2 miliardi di euro, raggiungendo quota 59,4 miliardi.

Il Nordovest traina l’agroalimentare

L’agroalimentare del Nordovest si conferma uno dei motori dell’export italiano. Secondo il Monitor dei Distretti Agroalimentari di Intesa Sanpaolo, nel 2025 i distretti del Nordovest hanno registrato una crescita delle esportazioni superiore alla media nazionale, con risultati particolarmente brillanti per il Piemonte e segnali incoraggianti anche dalla Liguria.

A livello nazionale, i distretti italiani hanno chiuso il 2025 con esportazioni pari a 161,3 miliardi di euro, in lieve flessione (-1,1%) rispetto all’anno precedente. In controtendenza il Nordovest, che ha invece aumentato le vendite all’estero di oltre 2 miliardi di euro, raggiungendo quota 59,4 miliardi.

Tra le regioni del Nordovest, il Piemonte emerge come il territorio più dinamico. Beneficia, infatti, della presenza di alcuni dei distretti agroalimentari più riconosciuti a livello internazionale: il comparto vitivinicolo delle Langhe, del Roero e del Monferrato; il polo dolciario di Alba e Cuneo; la filiera della nocciola piemontese; il distretto del caffè, della confetteria e del cioccolato torinese; il riso vercellese. Le esportazioni distrettuali hanno raggiunto 14,2 miliardi di euro nel 2025, con un incremento di quasi un miliardo rispetto al 2024 (+7,6%). Ancora più significativo il dato dell’ultimo trimestre dell’anno, che ha segnato una crescita dell’11,6% su base annua. La filiera della pasta e dolci, per esempio, si distingue con un incremento di 318 milioni di export nel 2025 (+6,1%) e cresce in particolare il distretto dei Dolci di Alba e Cuneo (+13,7%), con un balzo di vendite in Polonia (+48,3%) in Russia (+265%), oltre che in Francia (+7,5%) e in Belgio (+41,5%). Particolarmente rilevante è il contributo della filiera agricola, che a livello nazionale è risultata la principale responsabile della crescita dell’export agroalimentare nel 2025. In questo quadro la Nocciola e frutta piemontese è stata tra i distretti più dinamici d’Italia, beneficiando della forte domanda internazionale di ingredienti destinati all’industria dolciaria e alimentare.

Il risultato, quindi, conferma la competitività internazionale delle filiere agroalimentari piemontesi, sostenute dalla forte domanda estera di vini, prodotti dolciari e specialità agricole che rappresentano alcuni dei simboli del Made in Italy regionale. Il Piemonte si colloca così tra le regioni più performanti del panorama distrettuale nazionale.

La Lombardia mantiene il primato dimensionale tra le regioni del Nordovest: nel 2025 i distretti lombardi hanno esportato beni per oltre 45 miliardi di euro, con un incremento di circa un miliardo rispetto all’anno precedente. La crescita annuale si attesta al 2,3%, mentre l’ultimo trimestre mostra un progresso del 3%. Pur con ritmi meno sostenuti rispetto al Piemonte, la regione continua a rappresentare il principale polo esportatore dell’area grazie alla diversificazione delle produzioni e alla presenza di filiere agroalimentari fortemente integrate con i mercati internazionali: ottima evoluzione, per esempio, per il distretto delle Carni e salumi di Cremona e Mantova (+11,2%). Secondo il Monitor, il distretto del lattiero-caseario della Lombardia sud-orientale è stato, inoltre, tra i principali motori della crescita nazionale, registrando un incremento del 16,6% nel 2025.

La forza della Lombardia deriva da tre fattori strutturali: dimensione industriale delle imprese, generalmente superiore alla media nazionale; integrazione con la logistica europea, favorita dalla posizione geografica e dalle infrastrutture; elevata capacità di innovazione, soprattutto nei processi produttivi e nella sostenibilità delle filiere.

Anche la Liguria mostra una dinamica positiva. Le esportazioni distrettuali hanno raggiunto 208 milioni di euro nel 2025, con una crescita del 22,5% rispetto all’anno precedente. Nell’ultimo trimestre l’incremento è stato pari all’11%, confermando una fase di recupero per un sistema produttivo di dimensioni più contenute rispetto ai grandi poli del Nord Italia. Sebbene il peso della Liguria resti limitato nel confronto con Lombardia e Piemonte, il tasso di crescita evidenzia una crescente capacità delle produzioni territoriali di intercettare la domanda estera, valorizzando qualità e specializzazione.

Tre regioni diverse, tre modelli diversi che però, insieme, contribuiscono a rendere l’agroalimentare uno dei comparti più competitivi dell’economia italiana.