Il Nordovest si conferma uno dei territori in cui l’immigrazione rappresenta una componente importante della società e del sistema produttivo: la presenza straniera contribuisce alla tenuta demografica, alimenta il mercato del lavoro e sostiene una parte crescente dell’iniziativa imprenditoriale. E’ quanto emerge dal 16º Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione 2026 della Fondazione Leone Moressa. Al 1° gennaio 2025, in Piemonte risultano residenti 442.819 cittadini stranieri, pari al 10,4% della popolazione regionale; in Lombardia sono 1.221.520, il 12,2%, mentre in Liguria si contano 163.189 residenti stranieri, 10,8%. Nel complesso, le tre regioni superano 1,82 milioni. La Lombardia concentra il numero maggiore, ma è soprattutto osservando le singole province che emergono differenze significative.
Piemonte
In Piemonte la presenza straniera è distribuita in modo disomogeneo. Torino conta 224.964 residenti stranieri, pari al 10,2% della popolazione provinciale. Seguono Cuneo, con 63.295 persone e un’incidenza del 10,9%, e Alessandria, dove i residenti stranieri sono 51.386 e rappresentano il 12,6% degli abitanti. Novara registra 39.963 persone, con un’incidenza dell’11%; Asti ne conta 23.665, pari all’11,4%, mentre Vercelli raggiunge il 10,5% con 17.432 residenti. Le percentuali scendono a Biella, dove gli stranieri sono 11.528, il 6,8% della popolazione, e nel Verbano Cusio Ossola, con 10.586 persone e un’incidenza del 6,9%. A livello regionale, la componente femminile rappresenta il 50,1% dei residenti stranieri. Anche l’imprenditoria racconta un cambiamento significativo. Nel 2025 il Piemonte conta 65.596 imprenditori immigrati, pari all’11,5% del totale. Torino ne concentra 39.624, il 60,4% del dato regionale. Seguono Cuneo con 7.112, Alessandria con 5.815 e Novara con 4.534. Tra il 2015 e il 2025 gli imprenditori nati all’estero sono aumentati del 31,9%, mentre quelli nati in Italia sono diminuiti del 9,8%.
Lombardia
La Lombardia presenta i numeri assoluti più elevati delle tre regioni. Milano, con 491.229 residenti stranieri, è il principale polo di attrazione e registra un’incidenza del 15,1%. Brescia conta 154.525 persone, pari al 12,2%, mentre Bergamo raggiunge quota 125.648, con l’11,3%. Seguono Varese con 79.107 residenti, Pavia con 68.477 e Mantova con 56.541, dove la presenza straniera arriva al 13,9%. Cremona registra un’incidenza del 12,6%, Lodi del 12,9% e Monza e Brianza del 9,4%. Como e Lecco si attestano entrambe all’8,4%, mentre Sondrio presenta il valore più contenuto, al 6,4%. La componente femminile costituisce il 50,2% del totale regionale. Sul fronte imprenditoriale, la Lombardia conta 176.999 imprenditori immigrati nel 2025, il 13% del totale. Milano ne concentra 96.874, pari al 54,7% del dato regionale, con un’incidenza del 16,6% sul complesso degli imprenditori milanesi. Brescia ne registra 16.925 e Bergamo 13.341; Monza e Brianza raggiunge quota 11.463. Nel decennio 2015-2025 gli imprenditori nati all’estero sono cresciuti del 28,6%, mentre quelli nati in Italia sono diminuiti del 3,5%. Il peso della Lombardia emerge anche dalle dichiarazioni dei redditi. Nel quadro provinciale del rapporto, i contribuenti nati all’estero sono 1.114.885, il 14,7% del totale. Il loro reddito medio dichiarato è di 20.170 euro, contro i 31.900 euro dei contribuenti nati in Italia.
Liguria
In Liguria i residenti stranieri sono 163.189, pari al 10,8% della popolazione. Imperia presenta l’incidenza più elevata, con 30.457 residenti stranieri, il 14,5% degli abitanti. Genova ne conta 85.932, pari al 10,5%, Savona 24.801, il 9,3%, e La Spezia 21.999, il 10,2%. La componente femminile rappresenta complessivamente il 48,7%. Il dato più significativo riguarda l’imprenditoria. Nel 2025 la Liguria conta 30.791 imprenditori immigrati, che costituiscono il 15,5% del totale regionale: la quota più alta tra Piemonte, Lombardia e Liguria. Genova concentra 17.295 imprenditori, il 56,2% del totale regionale, con un’incidenza del 16,2%. A Imperia sono 5.503, pari al 18,8% degli imprenditori provinciali; Savona ne registra 4.692 e La Spezia 3.301. Tra il 2015 e il 2025 gli imprenditori nati all’estero sono aumentati del 37,6%, mentre quelli nati in Italia sono diminuiti del 10,9%. Anche sul piano fiscale emergono elementi interessanti. In Liguria i contribuenti nati all’estero sono 189.617, il 15,8% del totale. Il reddito medio è di 16.150 euro, rispetto ai 28.720 dei nati in Italia.
Dal lavoro al valore economico e sociale
I dati regionali si inseriscono in un quadro nazionale in cui l’immigrazione ha assunto un peso strutturale. Secondo il Rapporto 2026, al 1° gennaio 2025 i cittadini stranieri residenti in Italia sono 5,37 milioni, pari al 9,1% della popolazione. Considerando anche le persone naturalizzate, la popolazione di origine straniera raggiunge quasi 7 milioni, l’11,8%. Nel 2025 gli occupati con cittadinanza straniera sono circa 2,6 milioni, il 10,7% degli occupati complessivi. Considerando invece il Paese di nascita, i lavoratori nati all’estero arrivano a 3,8 milioni, pari al 15,6%. Il loro contributo al valore aggiunto nazionale è stimato in circa 197 miliardi di euro, il 9,7% del totale. Gli imprenditori nati all’estero sono quasi 796 mila, il 10,8% del totale nazionale, con una crescita del 21,3% nel decennio 2015-2025. Il rapporto evidenzia inoltre un saldo positivo per le finanze pubbliche: 45 miliardi di euro di entrate a fronte di 44 di uscite attribuite alla presenza straniera.