Economia

Il mercato immobiliare nel Nordovest cresce a velocità raddoppiata rispetto al Paese

L'analisi dell'Istat rivela che nei primi 3 mesi del 2025 il volume di affari è stato del 16% più alto rispetto allo stesso periodo del 2024.

Il mercato immobiliare nel Nordovest cresce a velocità raddoppiata rispetto al Paese

Nelle regioni del Nordovest il mercato immobiliare cresce il doppio rispetto alla media nazionale.

Il mercato immobiliare nel Nordovest cresce di più che altrove, secondo l’Istat

E’ quanto emerge dall’osservatorio immobiliare dell’Istat, che ha pubblicato i dati del mercato del primo trimestre di quest’anno: paragonando la situazione allo stesso periodo dell’anno scorso la crescita è decisamente marcata per il Nordovest. Se infatti in quest’area geografica le compravendite immobiliari da gennaio a marzo 2024 erano state 71.479, un anno dopo il dato è aumentato a quota 82.979. La crescita in termini percentuali è stata del 16,1%, il doppio del dato nazionale (8,7%). Di questo dato, nel 2024 le unità riservate a uso abitazione e accessori erano 66.731, mentre nel 2025 sono state 78.196. A uso economico 4.433 nel 2024 e 4.486 nel 2025, mentre le unità destinate a uso speciale e multiproprietà sono state 315 nel 2024 e 297 nei primi tre mesi del 2025. quest’ultima modalità è l’unica che nella colonna delle variazioni percentuali tra un anno e l’altro riporta un segno negativo: -5,7%. Le altre modalità sono comunque tutte in aumento rispetto allo scorso anno: le unità compravendute ad uso economico sono crescite dell’1,2%, mentre quelle ad uso abitazione e accessori addirittura del 17,2%.

I dati destagionalizzati

Guardando ai dati destagionalizzati la situazione cambia, ma solo leggermente. Infatti nel primo trimestre ‘24 il totale delle unità immobiliari compravendute si attestava, nel Nordovest, a 77.339. Nello stesso periodo del 2025 è cresciuto a 89.750, con una variazione del 5,9% nei 12 mesi di distanza e a fronte di un dato nazionale in crescita solo dell’1,5%.

Aumentano le compravendite, schizzano i mutui

All’aumento delle compravendite immobiliari nel Nordovest, aumenta in modo esponenziale anche il numero di mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con ipoteche immobiliari a garanzia: se tra gennaio e marzo del 2024 erano stati 22.922, nello stesso trimestre del ‘25 il dato è quasi raddoppiato, arrivando a quota 32.209, con una variazione percentuale del 40,5%. Per avere un’idea dei rapporti e delle proporzioni, il dato nazionale vedeva, nel primo trimestre del ‘24, 67.521 mutui o finanziamenti aperti, mentre nel periodo gennaio marzo di quest’anno il dato è aumentato ma comunque meno rispetto all’area geografica del Nordovest, salendo del 31,5% e arrivando così a quota 88.820. Guardando i dati destagionalizzati il dato del ‘24 sale a 24.825, e quello del ‘25 a 35.263, con una variazione dell’11% per il Nordovest, mentre a livello nazionale nel primo trimestre ‘24 le i mutui e finanziamenti erano stati 74.000, per diventare 96.820 nel primo trimestre del ‘25 (con una variazione del 6,4%).

Il commento degli esperti di Istat sul trend nazionale

«Il primo trimestre 2025 – scrivono gli analisti dell’istituto di statistica – apre l’anno con 228.623 compravendite immobiliari. I volumi intermediati aumentano dell’8,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando il mercato immobiliare, al contrario, aveva registrato una contrazione (-4,0% sul I trimestre 2023). Su base congiunturale, nel I trimestre 2025, l’indice destagionalizzato accelera la crescita già osservata negli ultimi tre trimestri del 2024, trainato soprattutto dal Nord e dal Mezzogiorno. Solo il Centro è in controtendenza. Le convenzioni notarili per mutui, finanziamenti e altre obbligazioni con costituzione di ipoteca immobiliare (88.820 nel I trimestre 2025) crescono del 31,5% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando i mutui avevano segnato un calo del 12,0% rispetto al I trimestre 2023. Anche nel caso dei mutui, l’indice destagionalizzato mostra, nel I trimestre 2025, una crescita più sostenuta rispetto a quella registrata nei tre trimestri precedenti. Anche in questo caso, il Centro si discosta dal comportamento delle altre zone».