L'approfondimento di Silviano Di Pinto*

Fondo di garanzia PMI 2017: il merito creditizio è sempre più strategico

*Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”.

Fondo di garanzia PMI 2017: il merito creditizio è sempre più strategico

di Silviano Di Pinto*

L’evoluzione del sistema delle garanzie pubbliche rafforza l’importanza della solidità economico-finanziaria, del rating bancario e della capacità delle imprese di pianificare e governare il proprio futuro. Il 2027 si prospetta come un anno importante per il sistema delle garanzie pubbliche a sostegno delle piccole e medie imprese italiane. Il Fondo di Garanzia PMI, istituito dalla Legge n. 662/1996, rappresenta uno degli strumenti fondamentali per facilitare l’accesso al credito, sostenere gli investimenti e finanziare il capitale circolante. Le possibili evoluzioni normative, ancora da confermare, si inseriscono in un contesto nel quale il merito creditizio, la sostenibilità finanziaria e la qualità della gestione aziendale assumono crescente rilevanza. Il sistema bancario attribuisce sempre maggiore attenzione non soltanto ai risultati economici storici, ma soprattutto alla capacità delle imprese di generare redditività, liquidità e flussi di cassa sufficienti a sostenere gli impegni finanziari. La garanzia pubblica costituisce un importante strumento di mitigazione del rischio, ma non sostituisce la valutazione della capacità di rimborso. Per il 2026, il quadro generale del Fondo prevede coperture del 50% per determinate operazioni di liquidità e dell’80% per gli investimenti, nel rispetto dei requisiti previsti. Per il 2027 occorrerà verificare eventuali modifiche normative, considerando che il sistema di valutazione del Fondo già attribuisce rilevanza alle informazioni economico-finanziarie e andamentali delle imprese. L’analisi di bilancio assume pertanto una funzione strategica che supera la semplice rappresentazione dei risultati conseguiti. L’esame dello stato patrimoniale e del conto economico permette di valutare redditività, patrimonializzazione, equilibrio finanziario e sostenibilità dell’indebitamento. Indicatori quali EBITDA, Posizione Finanziaria Netta, rapporto PFN/EBITDA, capitale circolante e flussi di cassa consentono di individuare tempestivamente criticità e potenziali squilibri. Fondamentale risulta anche l’analisi della Centrale dei Rischi della Banca d’Italia, attraverso la quale è possibile monitorare affidamenti, utilizzi, composizione dell’indebitamento ed eventuali anomalie. La regolarità dei rapporti bancari rappresenta un elemento significativo nella valutazione dell’affidabilità aziendale, mentre sconfinamenti e tensioni finanziarie persistenti possono compromettere l’accesso a nuove risorse. In questo scenario, il business plan non deve essere considerato un semplice allegato alla richiesta di finanziamento, ma uno strumento permanente di pianificazione e controllo. Attraverso previsioni economiche, patrimoniali e finanziarie coerenti, l’impresa deve dimostrare la capacità di sostenere gli investimenti e rispettare gli impegni assunti. Particolare importanza riveste il Debt Service Coverage Ratio (DSCR), che misura la capacità dei flussi finanziari disponibili di coprire il servizio del debito. Le analisi prospettiche, integrate da stress test, consentono inoltre di verificare la sostenibilità aziendale anche in scenari meno favorevoli. Questi strumenti trovano naturale integrazione negli adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili previsti dall’articolo 2086 del Codice civile e dalla disciplina della crisi d’impresa. Gli amministratori devono disporre di sistemi informativi e organizzativi proporzionati alle caratteristiche aziendali, capaci di individuare tempestivamente squilibri e supportare decisioni consapevoli. Il monitoraggio della tesoreria, dell’indebitamento e dei risultati economico-finanziari rappresenta quindi un presidio fondamentale per tutelare la continuità aziendale e rafforzare l’affidabilità creditizia. In questa prospettiva si inseriscono il Modello FormaT, il Modello SDP e il Rating SDP 5.0, metodologie professionali sviluppate dal Dr. Silviano Di Pinto per supportare le imprese nell’analisi finanziaria, nell’implementazione degli adeguati assetti e nella valutazione preventiva del rischio. Il Modello FormaT propone un percorso operativo per rendere concretamente efficaci gli strumenti di governance; il Modello SDP integra bilanci, situazioni infrannuali, budget, tesoreria e informazioni bancarie; il Rating SDP 5.0 sviluppa una valutazione articolata del merito creditizio attraverso indicatori economico-patrimoniali, Centrale dei Rischi, analisi prospettiche, stress test e stime dei parametri di rischio, senza sostituire le valutazioni ufficiali del Fondo e degli intermediari. La vera sfida del 2027 non sarà soltanto ottenere la garanzia pubblica, ma dimostrare una capacità strutturale di sostenere la crescita, governare i rischi e assicurare la continuità aziendale. Il merito creditizio deve diventare il risultato di una gestione consapevole, pianificata e costantemente monitorata.

*Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”