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Donne, lavoro e famiglia: più contenuto il divario al Nord ma la parità resta lontana

Secondo l’Istat, nel 2023 le donne di 15 anni e più dedicano in media 4 ore e 21 minuti al giorno al lavoro non retribuito per la famiglia, contro 1 ora e 54 minuti degli uomini.

Donne, lavoro e famiglia: più contenuto  il divario al Nord ma la parità resta lontana

In Italia il lavoro familiare continua a essere distribuito in modo diseguale tra donne e uomini.

Secondo l’Istat, nel 2023 le donne di 15 anni e più dedicano in media 4 ore e 21 minuti al giorno al lavoro non retribuito per la famiglia, contro 1 ora e 54 minuti degli uomini. Il divario si è comunque ridotto rispetto al 2003, quando raggiungeva 3 ore e 22 minuti. La distanza rimane evidente anche nelle coppie in cui entrambi lavorano: nel 2023 le donne svolgono il 68,9% del lavoro familiare complessivo, contro il 75,4% del 2003.

Nord e Mezzogiorno

Le differenze territoriali emergono confrontando le grandi ripartizioni geografiche. Tra le coppie di 25-64 anni in cui entrambi i partner sono occupati, l’asimmetria nel lavoro familiare è del 66,5% nel Nord, del 68,2% nel Centro e raggiunge il 76,2% nel Mezzogiorno. La distanza aumenta se si considera il solo lavoro domestico: l’asimmetria è del 69,8% nel Nord, contro il 71,0% nel Centro e l’82,6% nel Mezzogiorno. Il quadro indica quindi una maggiore condivisione del lavoro familiare nel Nord, pur in presenza di una persistente prevalenza femminile.

Più lavoro retribuito, ma poco tempo libero in più

Negli ultimi vent’anni le donne hanno ridotto il tempo dedicato alla famiglia e aumentato quello destinato al lavoro retribuito. Tra le occupate di 15-64 anni, il lavoro familiare è passato da 27 ore e 23 minuti settimanali nel 2003 a 23 ore e 54 minuti nel 2023, mentre il lavoro retribuito è salito da 31 ore e 52 minuti a 33 ore e 25 minuti.Nelle coppie in cui entrambi sono occupati, nel 2023 le donne dedicano al lavoro familiare 4 ore e 10 minuti al giorno, contro 1 ora e 48 minuti degli uomini. Il tempo libero è invece di 2 ore e 52 minuti per le donne e 3 ore e 30 minuti per gli uomini: una differenza annuale di circa 231 ore, quasi dieci giorni.

Il carico pesa soprattutto sulle madri

La diversa distribuzione del tempo si riflette sulla qualità della vita. Nel 2023 il lavoro familiare rappresenta il 41,7% del lavoro complessivo delle donne occupate, contro il 19,7% degli uomini. Tra le madri la quota sale al 48,8%, mentre tra i padri è del 22,3%. Anche la pressione sul tempo è maggiore per le donne: 23,2% delle occupate, contro il 13,9% degli uomini. Tra le madri il 26,4%, rispetto al 17,1% dei padri. Lo stress riguarda il 28,1% delle donne e il 20% degli uomini.

Le opinioni cambiano più delle abitudini

L’Istat registra intanto un’evoluzione degli atteggiamenti. Quasi il 90% degli italiani ritiene che, quando entrambi i partner lavorano a tempo pieno, il lavoro domestico debba essere condiviso. Oltre l’87% sostiene una maggiore partecipazione dei padri alla cura dei figli e l’80,1% ritiene che una madre che lavora possa mantenere un buon rapporto con i propri figli. Le opinioni, dunque, mostrano un cambiamento, ma la distribuzione concreta del tempo procede più lentamente. Anche nel Nord, dove l’asimmetria è inferiore rispetto al Mezzogiorno, il lavoro domestico e di cura continua a ricadere in misura maggiore sulle donne.