di Silviano Di Pinto*
Nel mondo delle cooperative agricole, l’approvazione del bilancio 2025 non rappresenta soltanto un passaggio normativo, ma un vero cambio di paradigma. Le cooperative non sono imprese come le altre: nascono per perseguire uno scopo mutualistico, valorizzare i soci, aggregare produzione e servizi, garantire continuità economica ai territori rurali. Proprio per questo, l’art. 2086 c.c. assume un significato ancora più profondo: gli Adeguati Assetti non sono solo un obbligo giuridico, ma il presupposto per proteggere la missione mutualistica e la sostenibilità dell’intera filiera agricola. Nelle cooperative agricole, il Consiglio di Amministrazione ha la responsabilità primaria di istituire assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati alla natura dell’impresa e alla complessità del settore agricolo. Gli assetti devono consentire di: monitorare la continuità aziendale, prevenire squilibri economico-finanziari, rilevare in tempo segnali di crisi, garantire la corretta gestione mutualistica, tutelare soci conferenti, dipendenti, filiere e territorio. La cooperativa, per sua natura, gestisce volumi, stagionalità, cicli produttivi e rischi climatici che richiedono un’organizzazione solida e un sistema informativo affidabile. Senza assetti adeguati, la cooperativa non può garantire né la sostenibilità economica né la funzione mutualistica.
Il ruolo dell’Assemblea e del Collegio Sindacale
La governance cooperativa è più articolata rispetto a quella delle società di capitali tradizionali. Per questo, la riforma incide su tutti gli organi. Il CdA è il vero custode degli Adeguati Assetti. Le sue responsabilità includono: progettare e istituire assetti coerenti con la dimensione e la complessità della cooperativa; assicurare che tali assetti funzionino concretamente e non solo sulla carta; monitorare costantemente la continuità aziendale e gli indicatori di crisi; attivarsi tempestivamente in caso di segnali di squilibrio; garantire che la gestione sia coerente con lo scopo mutualistico; predisporre informazioni complete e trasparenti per l’Assemblea e il Collegio sindacale. La giurisprudenza è chiara: la carenza di assetti adeguati costituisce grave irregolarità gestionale e comporta responsabilità personali degli amministratori, anche di natura civile e, nei casi più gravi, penale.
L’Assemblea dei soci: un ruolo attivo, non simbolico.
Nelle cooperative agricole, l’Assemblea non è un organo “cerimoniale”. La riforma rafforza il suo ruolo, attribuendole responsabilità specifiche: approvare le misure organizzative proposte dal CdA; verificare che gli assetti siano coerenti con lo scopo mutualistico e con le esigenze dei soci; valutare la qualità delle informazioni fornite dagli amministratori; intervenire quando emergono irregolarità, squilibri o carenze informative; esercitare il potere di revoca degli amministratori in caso di inadempienze gravi. L’Assemblea diventa così un presidio di legalità e di tutela della missione mutualistica. La passività assembleare non è più tollerabile: anche i soci possono essere chiamati a rispondere se non si attivano.
Il Collegio Sindacale: vigilanza sulla concretezza degli assetti.
Il Collegio Sindacale ha un ruolo decisivo: verifica che gli assetti siano effettivi e non solo dichiarati; controlla che il CdA monitori correttamente la continuità aziendale; segnala irregolarità e rischi di crisi; può attivare il tribunale ex art. 2409 c.c. in caso di gravi irregolarità. Nelle cooperative agricole, dove i soci sono spesso anche conferenti, clienti o fornitori, la vigilanza assume un valore strategico: tutela non solo l’impresa, ma l’intera comunità economica che ruota attorno ad essa.
Responsabilità degli amministratori e dei soci: un tema non più eludibile.
La carenza di assetti adeguati comporta responsabilità dirette e personali per gli amministratori della cooperativa. Ma la riforma chiarisce che anche i soci – soprattutto quando partecipano attivamente alla vita assembleare – hanno responsabilità precise. Gli Adeguati Assetti rappresentano un investimento strategico per: migliorare il merito creditizio, rafforzare la resilienza della cooperativa, tutelare soci e amministratori, garantire continuità ai conferimenti, sostenere la competitività delle filiere agroalimentari, proteggere il valore del lavoro agricolo. Il modello “FormaT” che ho ideato per il target delle PMI rappresenta la procedura operativa mensile consigliata per garantire un presidio costante, documentato e verificabile degli adeguati assetti aziendali. Il processo consente all’impresa di: monitorare in modo sistematico gli indicatori economico-finanziari e gestionali; prevenire tempestivamente situazioni di squilibrio; dimostrare l’adozione di un assetto organizzativo coerente con gli obblighi dell’imprenditore, amministratori e soci; integrare la governance con strumenti di controllo, early warning e reporting.
*Esperto in “Analisi di Bilancio, Pianificazione Finanziaria e strumenti di garanzia per le imprese”