Al 15 luglio 2026 sono oltre 126mila i contratti aziendali e territoriali depositati al ministero del Lavoro nell’ambito della normativa sulla detassazione dei premi di risultato e della partecipazione agli utili. Il dato conferma il ruolo trainante del Nord Italia, che concentra circa il 74% dei depositi complessivi, evidenziando una forte propensione delle imprese settentrionali a utilizzare la contrattazione di secondo livello come leva di competitività e valorizzazione del lavoro.
Lombardia: il motore della contrattazione nazionale
La Lombardia si conferma nettamente la regione leader. Dal 2016 al luglio 2026 ha registrato 35.894 contratti depositati, quasi il triplo rispetto al Piemonte e oltre quattordici volte quelli della Liguria. Nel solo luglio 2026 sono stati depositati 313 nuovi contratti, mantenendo un ritmo di crescita tra i più elevati del Paese. Anche considerando i contratti ancora attivi, la Lombardia mantiene il primato con 4.433 accordi, di cui 3.931 aziendali e 502 territoriali. Il dato evidenzia un tessuto produttivo particolarmente dinamico e una consolidata diffusione della contrattazione decentrata.
Piemonte: secondo polo della contrattazione
Il Piemonte occupa stabilmente il secondo posto tra le regioni del Nord-Ovest con 11.901 contratti depositati dall’avvio della misura. Nel luglio 2026 i nuovi depositi sono stati 86, confermando una crescita costante. I contratti ancora attivi sono 1.480, di cui 1.227 aziendali e 253 territoriali. La prevalenza degli accordi aziendali testimonia un utilizzo diffuso della contrattazione integrativa soprattutto nelle imprese manifatturiere e nei servizi avanzati, comparti storicamente rilevanti per l’economia regionale. Il Piemonte emerge inoltre come una delle regioni più attive anche nella contrattazione di prossimità, risultando secondo soltanto alla Lombardia con 1.711 contratti dedicati a questo particolare strumento di flessibilità organizzativa.
Liguria: numeri più contenuti ma crescita stabile
La Liguria presenta dimensioni inferiori rispetto ai due grandi poli industriali del Nord-Ovest, ma mostra comunque una partecipazione significativa. I contratti depositati complessivamente sono 2.572, con 23 nuovi accordi registrati nel luglio 2026. Gli accordi ancora attivi sono 327, di cui 280 aziendali e 47 territoriali. Anche in questo caso prevalgono nettamente gli accordi stipulati direttamente nelle imprese, segnale che la contrattazione decentrata rappresenta uno strumento consolidato anche in un’economia caratterizzata da una forte presenza dei servizi e della logistica portuale.
Un Nord che continua a trainare il Paese
Il confronto tra le tre regioni mette in evidenza differenze dimensionali importanti ma anche un tratto comune: la centralità della contrattazione aziendale. La Lombardia rappresenta il principale laboratorio nazionale, il Piemonte consolida il proprio ruolo di secondo polo manifatturiero, mentre la Liguria, pur con valori assoluti inferiori, mantiene una partecipazione stabile. Il quadro nazionale conferma inoltre che i contratti attivi coinvolgono oltre 4,2 milioni di lavoratori, con un premio medio annuo di circa 1.815 euro e una crescente diffusione di misure di welfare aziendale, produttività e partecipazione. La contrattazione di secondo livello continua quindi a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per coniugare competitività delle imprese, valorizzazione del lavoro e sviluppo territoriale.