La transizione ecologica apre nuove opportunità occupazionali, ma il mercato del lavoro fatica a sostenerne il passo. Nel 2025 le imprese italiane hanno programmato l’ingresso di 3,4 milioni di lavoratori con competenze legate alla gestione di prodotti e tecnologie sostenibili. Di questi, 1,6 milioni sono risultati difficili da reperire, pari al 48,7% del fabbisogno. Un divario che rischia di rallentare gli investimenti in efficienza energetica, riduzione dell’impatto ambientale e uso razionale delle risorse.
A fotografare la criticità è il rapporto di Confartigianato, presentato il 12 ottobre a Milano durante «Seize the Change. Futuri sostenibili», appuntamento di apertura della Settimana per l’Energia e la Sostenibilità.
Lombardia
La Lombardia guida la classifica regionale per numero assoluto di profili sostenibili difficili da trovare. Nel 2025 le imprese hanno programmato 613.660 ingressi che richiedono competenze green, ma 303.160 figure sono risultate difficili da reperire: il 49,4% del totale. Il dato conferma la dimensione del problema in un territorio caratterizzato da un sistema produttivo articolato, nel quale la disponibilità di personale qualificato è una leva per accompagnare la trasformazione industriale. A livello provinciale, Milano è prima in Italia per volume di professionalità mancanti: su 281.920 lavoratori richiesti, 124.040 sono risultati difficili da trovare, pari al 44%. Più critica, in termini percentuali, la situazione di Brescia, dove il mismatch raggiunge il 54,4%: 41.090 profili introvabili su 75.540 ingressi programmati.
Piemonte
Anche il Piemonte deve fare i conti con la carenza di competenze necessarie alla transizione sostenibile. Torino occupa il quarto posto nazionale per numero assoluto di professionalità green difficili da reperire. Nel 2025, su 98.670 ingressi previsti dalle imprese, 49.340 sono risultati difficili da trovare, esattamente il 50% del fabbisogno. Un dato che segnala una criticità rilevante per il tessuto produttivo piemontese.
La sfida della formazione
Nell’artigianato la carenza è ancora più marcata: il 62,5% dei profili green ricercati è risultato difficile da reperire, con 190.870 figure mancanti su 305.410 ingressi programmati. Anche tra gli under 30 il divario resta ampio: quasi 479mila giovani sono risultati difficili da trovare a fronte di 955mila assunzioni previste. Per il presidente di Confartigianato, Marco Granelli, la transizione ecologica rappresenta un’opportunità di sviluppo che rischia di essere compromessa dalla carenza di competenze. La risposta, secondo l’associazione, passa da un patto tra scuola, formazione, politiche del lavoro e imprese, per costruire il capitale umano necessario a sostenere innovazione, occupazione e competitività.