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Agricoltura nel Nordovest aziende più grandi, innovative e orientate al mercato

119.784 le attività nelle nostre regioni, su una superficie totale di 1,9 milioni di ettari.

Agricoltura nel Nordovest aziende più grandi, innovative e orientate al mercato

Nel panorama agricolo italiano il Nordovest continua a distinguersi per una struttura produttiva caratterizzata da dimensioni aziendali superiori alla media nazionale e da una maggiore propensione all’innovazione. Secondo l’Indagine sulla struttura delle aziende agricole (SPA) dell’Istat, nel 2023 nell’area composta da Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria sono attive 119.784 aziende agricole, con una superficie agricola utilizzata pari a circa 1,9 milioni di ettari.

La dimensione media delle aziende agricole del Nordovest raggiunge 15,9 ettari di SAU per azienda, il valore più elevato tra tutte le ripartizioni geografiche italiane, superiore alla media nazionale di 10,9 ettari. Rispetto al 2010, tuttavia, anche il Nordovest ha registrato una riduzione sia del numero di aziende sia della superficie agricola utilizzata: le aziende sono passate da 145.243 a 119.784 unità, mentre la SAU è scesa da 2,1 a 1,9 milioni di ettari. Questi dati evidenziano una trasformazione strutturale del settore: meno aziende, ma mediamente più grandi e organizzate, capaci di gestire superfici più ampie e processi produttivi più complessi.

Un’agricoltura orientata ai seminativi e alla razionalizzazione produttiva

Nel Nordovest prevalgono i seminativi, che nel 2023 rappresentano il 66,8% della SAU, seguiti dai prati e pascoli (24,9%) e dalle coltivazioni legnose agrarie (8,3%). Rispetto al 2010 si osserva un aumento del peso dei seminativi (+6,4%) e una diminuzione dei prati e pascoli (-7,7%). Il cambiamento riflette una maggiore attenzione alla flessibilità produttiva e alla gestione del rischio: la diversificazione delle colture può infatti contribuire a ridurre l’esposizione delle aziende agli effetti dei cambiamenti climatici e alle oscillazioni dei mercati. Nel 2023 il Nordovest presenta anche una quota significativa di aziende con più coltivazioni: il 25,3% delle aziende coltiva più di tre specie vegetali, un valore superiore alla media nazionale del 17,9%.

Allevamenti importanti, ma in ridimensionamento

La tradizione zootecnica resta uno degli elementi distintivi dell’agricoltura nord-occidentale. Nel 2023 il 33,6% delle aziende agricole del Nordovest dispone di allevamenti, una quota nettamente superiore alla media italiana del 17,1%. Nonostante questa specializzazione, anche il comparto zootecnico attraversa una fase di trasformazione. Il numero medio di Unità di bestiame adulto (UBA) per azienda con allevamenti è sceso da 83,3 nel 2010 a 74,9 nel 2023, segnalando una riduzione della dimensione media degli allevamenti.
Tra le cause indicate dall’Istat figurano l’aumento dei costi di gestione, la necessità di investimenti tecnologici, la concorrenza internazionale e il cambiamento della domanda finale.

Acqua e irrigazione

Uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il modello agricolo nord-occidentale è la disponibilità di superfici irrigue. Nel 2023 la quota di superficie irrigata rispetto a quella irrigabile raggiunge il 79,3%, il valore più alto tra tutte le aree italiane.
La superficie irrigata del Nordovest supera gli 841 mila ettari, mentre il 69,8% delle superfici irrigate utilizza acqua proveniente da reti di distribuzione.
Questo dato conferma il ruolo strategico delle infrastrutture idriche nella competitività agricola dell’area, ma evidenzia anche la necessità di una gestione sempre più efficiente della risorsa acqua in un contesto segnato dai cambiamenti climatici.

Più mercato e maggiore diversificazione dei ricavi

Le aziende agricole del Nordovest mostrano una forte capacità di generare reddito attraverso il mercato. Nel 2023 l’84% delle aziende dichiara ricavi derivanti dall’attività agricola, una quota superiore alla media nazionale dell’81,5%. La principale fonte di ricavo resta la vendita dei prodotti aziendali, che rappresenta il 79,6% dei ricavi complessivi. Tuttavia, cresce il peso delle attività connesse, che nel Nord-ovest incidono per il 5,2% dei ricavi, il valore più alto tra le ripartizioni italiane. Tra le attività più remunerative emergono agriturismo, produzione di energia rinnovabile, sistemazione di parchi e giardini e contoterzismo. In particolare, nel Nordovest la produzione di energia rinnovabile e i servizi legati alla gestione del verde assumono un’importanza superiore rispetto ad altre aree del Paese.

Innovazione digitale: il Nordovest tra le aree più avanzate

La modernizzazione tecnologica rappresenta uno dei principali punti di forza dell’agricoltura nord-occidentale. Nel 2023 il 38,9% delle aziende agricole del Nord-ovest risulta informatizzato, più del doppio della media nazionale (18,5%). I software vengono utilizzati soprattutto per la contabilità e la gestione amministrativa, ma anche per la gestione delle coltivazioni, degli allevamenti e delle attività connesse. Anche l’utilizzo dei macchinari è molto diffuso: l’87,9% delle aziende agricole utilizza almeno una tipologia di macchinario, contro il 73,3% della media nazionale.

Il nodo della forza lavoro e del ricambio generazionale

Anche il Nordovest deve affrontare le sfide comuni all’agricoltura italiana: riduzione della manodopera familiare, invecchiamento dei conduttori e difficoltà nel ricambio generazionale.
Nel 2023 gli occupati nelle aziende agricole sono circa 264 mila, pari al 10,6% della forza lavoro agricola nazionale. Rispetto al 2010 il numero è diminuito del 21,2%. La presenza di giovani capo azienda resta limitata: nel Nordovest il 9,9% dei capi azienda ha meno di 40 anni. Tuttavia, cresce il livello di istruzione: il 36,4% dei capi azienda possiede almeno un diploma quinquennale o una laurea.

Un modello agricolo chiamato a innovare

L’agricoltura del Nordovest emerge quindi come una delle realtà più organizzate e tecnologicamente avanzate del Paese. Aziende mediamente più grandi, forte presenza di allevamenti, ampia diffusione dell’irrigazione, maggiore informatizzazione e capacità di diversificare i ricavi rappresentano importanti elementi di competitività. Restano però aperte alcune questioni decisive: il ricambio generazionale, la sostenibilità ambientale, la gestione delle risorse idriche e la necessità di mantenere equilibrio tra produttività e tutela del territorio. Il futuro dell’agricoltura nord-occidentale dipenderà dalla capacità delle imprese di coniugare tradizione produttiva e innovazione, trasformando le sfide attuali in nuove opportunità di crescita.