Le imprese prevedono di attivare ad aprile 500mila contratti, mentre per il trimestre aprile-giugno le previsioni raggiungono circa 1,67 milioni di ingressi. Rispetto alle previsioni di aprile 2025, il totale mensile è praticamente stabile (-140 unità), mentre per il trimestre si registra una lieve diminuzione (-8mila contratti, pari al -0,5%). Dal punto di vista territoriale, le maggiori opportunità di lavoro si concentrano nel Sud e nelle Isole, dove le imprese prevedono circa 160mila entrate nel mese e 552mila nel trimestre. Seguono il Nordovest (125mila nel mese e 400mila nel trimestre), il Nordest (113mila e 386mila) e, infine, il Centro, con 101mila entrate mensili e 330mila nel trimestre. Entrando nello specifico dei dati regionali, però, il Piemonte perde 2.590 ingressi paragonando aprile 2026 ad aprile 2025 e segna meno 4.830 sul trimestre; la Lombardia registra rispettivamente -3.880 e -12.440; tiene quindi la Liguria con +1.670 e +1.130.
A delineare questo scenario è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che elabora le previsioni occupazionali per il mese di aprile.
A livello settoriale, in crescita risultano i servizi di alloggio, ristorazione e turistici (+3,8%), quelli di trasporto, logistica e magazzinaggio (+5,5%) e i servizi alle persone (+2%). Positiva anche l’evoluzione prevista per il settore primario (+3,5%). Il manifatturiero evidenzia invece un calo complessivo delle entrate previste (-4,1%), con le maggiori flessioni nelle industrie del legno e del mobile (-9,6%), in quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (-7%) e nelle chimico-farmaceutiche, della plastica e della gomma (-6,9%). Anche il comparto delle costruzioni registra un leggero calo (-1%).
Quasi la metà delle entrate programmate dalle imprese ad aprile (44,6%), pari a circa 223mila posizioni, risulta difficile da coprire. Le difficoltà di reperimento si concentrano in particolare nelle costruzioni (61%), nel comparto tessile-abbigliamento, legno-arredo e metallurgia (tutti con valori superiori al 56%), oltre alle industrie meccaniche ed elettroniche e ai servizi informatici e delle telecomunicazioni, che superano comunque il 50%. Tra le figure professionali più richieste ma difficili da trovare emergono soprattutto gli operai specializzati nelle rifiniture delle costruzioni, per i quali quasi il 72% delle posizioni è di difficile reperimento, seguiti dai meccanici artigianali, montatori, riparatori e manutentori (70,6%), tecnici della gestione dei processi produttivi (68,3%) e tecnici in campo ingegneristico (65,7%). Criticità rilevanti si registrano anche per gli operai addetti ai macchinari dell’industria tessile e delle confezioni (67,5%) e per i tecnici della salute (63,9%).
Per quanto riguarda i giovani under 30, le opportunità rappresentano circa il 28% delle entrate previste, corrispondenti a circa 139mila contratti. La quota destinata a lavoratori immigrati è pari al 24,1% (circa 121mila contratti).
Il bollettino di Unioncamere
500mila nuovi contratti ad aprile, ma calano Piemonte e Lombardia
A livello settoriale, in crescita risultano i servizi di alloggio, ristorazione e turistici (+3,8%), quelli di trasporto, logistica e magazzinaggio (+5,5%) e i servizi alle persone (+2%).