Il commento di Stefano Ribaldi*

Teatro Coccia, la grande tradizione incontra il futuro

*autore e produttore TV.

Teatro Coccia, la grande tradizione incontra il futuro

di Stefano Ribaldi*

Inagurato il 22 dicembre 1888 con «Gli Ugonotti» di Giacomo Meyerbeer, diretti da un giovane Arturo Toscanini, il Teatro Coccia è da oltre un secolo uno dei principali riferimenti della vita culturale di Novara e del Piemonte.
Un’istituzione che ha saputo attraversare epoche e trasformazioni, mantenendo un ruolo centrale nella produzione e nella diffusione dello spettacolo dal vivo.
Costruito sulle fondamenta del precedente Teatro Nuovo e progettato dall’architetto Giuseppe Oliverio, il Coccia conserva il fascino dei grandi teatri ottocenteschi, con la sala a ferro di cavallo, i tre ordini di palchi e le raffinate decorazioni.
La sua storia attraversa alcune delle pagine più significative della musica italiana. Sul suo podio si afferma il talento di Guido Cantelli e nel 1967 un giovane Riccardo Muti conquista il prestigioso Premio Cantelli. Oggi il Coccia è l’unico Teatro di Tradizione riconosciuto dallo Stato in Piemonte, capace di coniugare opera lirica, prosa, danza e sperimentazione.
Una vocazione che trova conferma nel cartellone 2026, con 18 titoli e oltre 38 alzate di sipario, tra grandi capolavori e nuove produzioni. Dopo il «Macbeth» di Verdi, che ha inaugurato la stagione a gennaio, l’autunno propone la «Turandot» di Puccini, in scena il 23 e 25 ottobre, e il «Don Pasquale» di Donizetti, il 20 e 22 novembre. A dicembre sarà la volta del dittico rossiniano «L’azzardo per un figlio – Il Signor Bruschino».
Accanto alla tradizione lirica, spazio alla ricerca di nuovi linguaggi. E’ il caso di «Io ne ho viste di cose», progetto di micro-opere ispirate alle fotografie di Mario Finotti, con la drammaturgia di Alessandro Barbaglia e il pubblico seduto direttamente in palcoscenico. La nuova stagione «Frammenti» 2026-2027 ha inoltre preso il via con «Fratello Sole, Sorella Luna», spettacolo ispirato all’opera di Franco Zeffirelli, in occasione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco, e prosegue con un ricco cartellone di prosa, varietà, comici. Una programmazione che testimonia la volontà di aprire il teatro a pubblici diversi, valorizzando i giovani talenti e il dialogo tra le arti.
Un ruolo riconosciuto e sostenuto dalla Regione Piemonte, che ha rinnovato per il triennio 2025-2027 la convenzione con la Fondazione Teatro Coccia e il Comune di Novara. Un impegno che conferma il valore strategico del teatro nella crescita culturale del territorio e nella promozione delle eccellenze artistiche piemontesi.
La sfida del Coccia è dunque quella di custodire la memoria senza trasformarla in nostalgia, difendere la tradizione senza rinunciare all’innovazione. Perché un teatro vive davvero quando riesce a parlare al proprio tempo, rinnovando, a ogni apertura di sipario, il dialogo tra la città, la sua storia e il suo futuro.

*Autore e produttore TV.