Il commento di Stefano Ribaldi*

«Quattro Elefanti» il romanzo di Marco Enrico Longhi dove trionfa l’amore

*autore e produttore TV.

«Quattro Elefanti» il romanzo di Marco Enrico Longhi dove trionfa l’amore

di Stefano Ribaldi*

Marco Enrico Longi è al quarto romanzo a cui si uniscono tre opere di poesia. La sua scrittura è maturata con il tempo così come la sua capacità di approfondire sentimenti ed emozioni.
Come nasce il titolo «Quattro Elefanti»?

«Da una grande storia d’amore di due coppie che si svolge su piani differenti e con tempi diversi fra Roma e Liverpool. Ho concepito per loro un viaggio in uno spazio temporale privo di misurazione, quasi congelato, nel quale fatti ed emozioni si susseguono alimentando destini paralleli che sembrano non incrociarsi mai. I Quattro Elefanti sono una metafora, l’allusione al sogno e alla realtà, al destino e alla sua parziale disponibilità».

A proposito di destino, quanto incide nella vicenda narrata? E perché la scelta delle città di Roma e Liverpool?

«Il destino forma le coppie. Le allontana e le separa mentre cercano la propria identità nel mondo. Ne orienta preferenze e decisioni sulle note di un violino suonato magistralmente da una giovane artista, uno dei protagonisti del romanzo. Elabora i ritorni inevitabili, elegge a suprema energia vitale l’Amore, capace di esprimere connessioni profonde e misteriose ben oltre l’attrazione e il sentimento fra le persone, definendo alcuni incontri ed eventi sperimentando la sublime e rara relazione delle affinità elettive. I Quattro Elefanti rappresentano un mantra, un tramite sacro fra la natura umana e quella divina con la loro sontuosa, mistica processione, in festa, dimostrando che la misura dell’amore è amare senza misura (Sant’Agostino). Fino alla fine e oltre».

La storia è ricca di intrecci, una trama a tratti complessa da capire. Il finale lascia stupiti.

«Ho tentato di fare emergere come sia possibile che nel bene o nel male la vita possa cambiare in un istante modificando tutte le certezze acquisite, catapultando chiunque da una condizione di felicità ovvero di agiatezza in una prospettiva di sopravvivenza. Mi sono ispirato certamente a vita vissuta».

Nonostante le angosce e le vicende drammatiche alla fine trionfa l’Amore.

«L’Amore è la sorgente dello spirito, della vita per me è un elemento indubitabile. I protagonisti del romanzo vivono e affrontano ogni evento riconoscendosi in questa sublime energia che ne caratterizza e definisce ogni passaggio, dominandolo sia quando illumina coi colori una scena in bianco e nero, sia allorché la sua assenza rende la quotidianità priva di prospettive e sterile, in certi casi drammatica e senza apparente via d’uscita. In fondo, la vita è anche un cammino di speranze, fra illusioni e disillusioni alla ricerca della felicità. A ogni gioia corrisponde un prezzo da pagare: accettare la legge della circolarità del destino e sapere “lasciare andare” dona la misura della crescita spirituale anche per affrontare prove più severe. Tale ragione spiega perché la misura dell’amore sia amare senza misura».

*autore e produttore TV