«Genova per San Francesco: musica, arte e spiritualità» è il progetto nato poiché il teatro Carlo Felice è l’unico teatro d’opera membro del Comitato Nazionale per le celebrazioni francescane per l’8º centenario della morte del santo di Assisi.
Genova per San Francesco tra musica arte e spiritualità
Il sovrintendente Michele Galli ha partecipato alla conferenza di presentazione delle iniziative organizzata al Ministero della Cultura a Roma. In apertura il sottosegretario di Stato Gianmarco Mazzi ha sottolineato l’importanza di questa ricorrenza per il Governo, che ha deciso di reintrodurre la festa nazionale del 4 ottobre «non solo per celebrare il patrono d’Italia, ma soprattutto la sua immensa eredità spirituale. Francesco aveva un rapporto festoso con la musica, l’ha molto amata, anche prima della conversione. Per lui la musica rappresentava un ponte tra l’amore terreno e quello divino, e il canto uno strumento straordinario per evangelizzare, rendendo la parola di Dio accessibile e gioiosa».
A Genova è stato istituito anche un tavolo di concertazione. «Essere l’unico teatro d’opera parte del Comitato Nazionale per le celebrazioni francescane – dichiara Galli – è per noi un onore e una responsabilità. Con questo progetto desideriamo costruire un percorso che unisce la tradizione culturale e spirituale alla ricerca artistica, coinvolgendo la città in un cammino fatto di ascolto e memoria. Le celebrazioni dedicate a San Francesco ci ricordano quanto l’arte possa essere occasione di incontro e di crescita: un invito, oggi più che mai necessario, a ritrovare uno sguardo di fraternità verso il mondo».
La mostra a Palazzo Bianco
A gennaio, apre la mostra a Palazzo Bianco «Intorno a un capolavoro restaurato: dipinti e disegni di Giovanni Andrea De Ferrari» che nasce dal recente restauro della bellissima pala di Giovanni Andrea De Ferrari (1598-1669) della chiesa di San Nicolosio raffigurante San Francesco che presenta alla Trinità i santi patroni Ludovico IX re di Francia ed Elisabetta regina di Portogallo. L’opera venne commissionata all’artista credibilmente nel 1625, alla canonizzazione di Santa Elisabetta, Terziaria francescana. Intorno a essa, nelle tre sale dedicate alle mostre temporanee al piano del giardino, verranno esposte altre otto tele dell’artista dei Musei di Strada Nuova, alcune provenienti dal deposito e restaurate per l’occasione: a queste si aggiungono le quattro grandi figure di Virtù a olio su tela di committenza civica, già realizzate per Palazzo Ducale e normalmente esposte nella sala Giunta Vecchia di Palazzo Tursi, che saranno ugualmente restaurate per l’occasione.
Dal 23 al 26 settembre il progetto si svilupperà in quattro chiese francescane della Liguria con il ciclo “In cammino con Francesco”: concerti-conversazione costruiti intorno ai testi del Santo e alle pagine di Hermann Hesse, con letture affidate a Pino Petruzzelli e interventi storico-artistici dell’assessore Montanari, che guiderà il pubblico alla scoperta dei luoghi e della loro memoria. La musica – inni gregoriani rielaborati da Federico Gon ed eseguiti dagli ensemble vocali e strumentali del Teatro Carlo Felice – dialogherà con l’architettura e la spiritualità dei luoghi, trasformando il cammino in un’esperienza immersiva, meditativa e comunitaria. Il 3 ottobre, nella Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, verrà presentata la nuova versione della composizione «Transitus. Il cielo di Francesco» di Cristian Carrara, commissionata dal Carlo Felice. La partitura, ispirata al corpus dei canti gregoriani del Transito del Santo, si sviluppa come una sacra rappresentazione che unisce musica, gesto e contemplazione. L’opera conduce lo spettatore a rivivere l’ultimo passaggio terreno di Francesco in un clima di intensa partecipazione emotiva, intrecciando le sue ultime parole, la tradizione liturgica e un linguaggio musicale contemporaneo capace di rinnovare la relazione tra rito e ascolto.
Il progetto riflette la volontà di far convergere istituzioni culturali, civili e religiose in un percorso che restituisca a Genova il ruolo di città capace di custodire e reinterpretare la propria memoria spirituale. L’itinerario nelle chiese francescane, la valorizzazione del patrimonio artistico, il dialogo con la musica contemporanea e la dimensione comunitaria delle iniziative si inseriscono in una visione di cultura pubblica inclusiva e diffusa.