MiTo SettembreMusica torna nel 2026 con una nuova edizione speciale: il festival internazionale della musica festeggia infatti il suo 20º anniversario con un programma che si svolgerà dal 6 al 20 settembre nelle città di Milano e Torino.
Il titolo scelto per questa edizione è «Harmonia», un tema che vuole raccontare la musica come incontro tra differenze, dialogo tra epoche e linguaggi diversi, capacità di creare equilibrio attraverso l’ascolto. La nuova direttrice artistica Speranza Scappucci ha costruito un percorso che mette insieme tradizione e contemporaneità, grandi interpreti e giovani talenti. L’edizione 2026 si apre con uno degli appuntamenti più significativi: il War Requiem di Benjamin Britten, capolavoro del Novecento composto come messaggio contro la guerra e scelto come simbolo di riflessione sul rapporto tra memoria, dolore e speranza. Il festival dedica inoltre attenzione ad altri importanti anniversari musicali, tra cui quelli legati a Britten, Hans Werner Henze e Maurice Ravel. Il programma propone oltre 60 appuntamenti tra concerti sinfonici, musica da camera, repertorio barocco, nuove composizioni, incontri dedicati alle famiglie e iniziative pensate per coinvolgere pubblici diversi. L’obiettivo di MiTo rimane quello di portare la musica nei luoghi della città, creando un rapporto diretto tra artisti e ascoltatori. Tra gli eventi annunciati figurano importanti orchestre e interpreti internazionali: dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Simone Young alla Filarmonica della Scala con Riccardo Chailly, fino a formazioni specializzate nella musica antica come Les Arts Florissants guidata da William Christie. Un altro elemento centrale dell’edizione sarà il rapporto tra passato e futuro. Ci sarà poi un concerto speciale dedicato ai giovani dei Conservatori di Milano e Torino, diretto e offerto da Scappucci alle due città, che vuole essere un momento importante per la crescita delle generazioni future. MiTo 2026 guarda infatti già verso il bicentenario della morte di Beethoven del 2027, avviando un percorso dedicato al grande compositore tedesco con l’esecuzione dell’integrale dei quartetti per archi affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala.
«MITo ha sempre creduto che la musica classica non abbia bisogno di essere semplificata per parlare a tutti: ha bisogno di essere condivisa con autenticità, profondità e apertura – racconta la direttrice artistica – E’ una visione in cui mi riconosco molto. E sono felice di poterla accompagnare, oggi, per la prima volta in qualità di direttrice artistica, insieme a questo festival, e condividerla con tutti».