La mostra

L’Italia del ‘900 vista attraverso le stazioni di servizio Agip al Museo del Cinema di Torino

Al Museo del Cinema di Torino fino al 24 agosto.

L’Italia del ‘900 vista attraverso le  stazioni di servizio Agip al Museo del Cinema di Torino

Un viaggio nell’Italia del Novecento attraverso uno dei suoi simboli più riconoscibili: la stazione di servizio Agip. E’ questo il cuore di «A schermo pieno. Eni nel cinema italiano», la mostra a cura di Sergio Toffetti ospitata dal 21 maggio al 24 agosto al Museo Nazionale del Cinema di Torino. La mostra racconta come il cinema italiano abbia trasformato distributori di benzina e aree di servizio in luoghi simbolici della modernità, specchio dell’evoluzione sociale, economica e culturale del Paese. Da semplici tappe obbligate lungo le nuove strade della mobilità, le stazioni Agip diventano nel tempo presenze ricorrenti, punti di incontro dai quali nascono storie capaci di attraversare epoche e immaginari.

«Insieme alla preservazione del patrimonio storico cinematografico, il Museo Nazionale del Cinema di Torino si dà il compito di valorizzare quelle realtà, materiali e immateriali, che hanno contribuito a costruire l’immaginario del nostro Paese – sottolineano Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente presidente e direttore – Questa mostra, realizzata in collaborazione con Eni, ci permette di ripercorrere oltre 70 anni d’Italia da una prospettiva singolare, con l’occhio privilegiato della grande stagione del cinema italiano che ha saputo raccontare, meglio di chiunque altro, questi profondi cambiamenti».

Il percorso espositivo si sviluppa cronologicamente e viene raccontato attraverso fotogrammi e foto di scena tratti da 37 film: si parte dal 1943 con Ossessione di Luchino Visconti, per passare da Il caso Mattei di Francesco Rosi del 1972 e arrivare al 2014 con Perez di Edoardo De Angelis.

Al centro della mostra trova posto la riproduzione della stazione di servizio Agip di Piazzale Accursio a Milano, realizzata nel 1953 da Mario Bacciocchi: un capolavoro dell’architettura del ‘900 e simbolo del boom economico italiano. Al suo interno, un monitor propone due montaggi alternati a spot pubblicitari, mentre sulle pareti immagini e disegni illustrano l’evoluzione del design delle stazioni di servizio. Si tratta di lavori provenienti dall’Archivio storico di Eni, una realtà che racconta non solo la storia di un’azienda, ma anche quella del paesaggio italiano e delle comunità che lo hanno abitato. Tra le immagini esposte, quella del 1932 con cui il Moma di New York presenta per la prima volta una pompa di benzina, riconoscendola come simbolo di razionalità e modernità. In Italia, negli anni ’50, Agip ne trasforma il design grazie al lavoro di Marcello Nizzoli, che rende iconici i distributori valorizzando il “cane a sei zampe” di Luigi Broggini. Sono solo alcuni degli esempi della memoria collettiva incarnata dall’Archivio Storico di Eni, che supera il valore aziendale e assume un significato civile e culturale; nei suoi 6 km di documenti, 500mila immagini, 5 mila audiovisivi, 70mila disegni tecnici si leggono i cambiamenti delle città, delle campagne, delle infrastrutture e dei luoghi del lavoro lungo tutto il Novecento. Nel passaggio del cinema dal bianco e nero al colore, le stazioni di servizio sfilano come sequenze cromatiche e di stile nei road movies all’italiana.