Un nuovo spazio dedicato alle mostre temporanee all’interno del parco di Casa Museo Zani e l’inaugurazione di un inedito progetto espositivo. Una doppia festa. «Lunaria», dall’11 marzo al 12 luglio, unisce bellezza, suggestione e tutto il mistero della Luna, celebrata e trasformata in opera d’arte dal fotografo e designer Luca Missoni.
Dopo anni dedicati alla creazione di tessuti, il 1997 vede per Luca Missoni la confluenza totale tra la sua vita professionale e la sua passione astronomica, coltivata fin dagli anni Sessanta. Crea una Collezione Uomo Missoni ispirata a Giove, Saturno e alle galassie, trasformando i fenomeni celesti in trame jacquard. In quello stesso anno incontra l’astronauta Buzz Aldrin, secondo uomo ad aver calpestato il suolo lunare nell’ambito della missione Apollo 11, che indosserà una delle sue maglie per una celebre intervista sulla rivista americana Forbes. Sempre nel 1997, l’osservazione della cometa Hale-Bopp porterà Missoni a passare una notte su un ghiacciaio a 3mila metri, scoprendo che le stelle non sono solo puntini bianchi, ma gemme colorate: azzurrine, aranciate, rosate. Nasce così in lui l’idea di portare quel “muro di stelle” dentro casa: il cielo trasformato in una finestra domestica.
Nella mostra si ritrova tutto il percorso creativo di Missoni che compie, a diverse riprese, un lavoro di osservazione, scoperta e consapevolezza dei mille volti della Luna, un lavoro che è la sintesi perfetta tra lo scienziato (che osserva gli astri), il pilota (che guarda lo spazio dall’alto; Missoni ha infatti ottenuto nel 1976 il brevetto da pilota) e l’artista (che manipola il colore) per regalare l’emozione di osservare la Luna da vicino. Entrando in mostra è infatti impossibile non rimanere ipnotizzati dall’esplosione dei colori della Luna, creata da una vera e propria ossessione gentile: quella per il cielo e per gli strumenti necessari a catturarne la luce e i colori. Colore, forma e materia non sono altro che gli elementi con cui da sempre l’artista ha sperimentato nella realizzazione delle sue creazioni del tessuto. Un processo che riflette la sua formazione alla scuola del padre Ottavio Missoni: così come il “maestro” ha creato armonie materiche accostando filati diversi, l’artista “tesse” la luce lunare usando i filtri fotografici come spolette di colore, trasformando un corpo celeste in un’emozione materica puramente decorativa e astratta Avviene così un passaggio fondamentale: dalla documentazione scientifica alla visione poetica. L’artista torna a fotografare la Luna, non più per studiarne i crateri, ma per esplorarne il colore. Questa emozione accende una curiosità metodica, una domanda da ingegnere e da pittore: «Quanti colori possono essere generati partendo dallo stesso, unico negativo?». In camera oscura, l’artista mette così in discussione il “Grigio Luna”. Attraverso un uso sapiente dei filtri dell’ingranditore, scopre che la luce solare riflessa dalla cenere lunare contiene in realtà ogni possibile tinta Inizia così una produzione sistematica di provini: lunghe strisce di carta fotografica che escono dalla sviluppatrice rivelando una sequenza cromatica sbalorditiva. La fase successiva del lavoro di Missoni è quella della metamorfosi del colore con la creazione di una vera e propria «Coloroteca della Luna» dalla quale l’artista deriva l’idea di un calendario dove dodici fasi rappresentanti un ciclo lunare sono associate a 12 colori diversi, uno per ogni mese.
Le opere in mostra non raccontano solo la storia di un fotografo e designer, ma anche quella di un uomo che ha passato la vita a cercare di accorciare le distanze tra la Terra e il Cosmo, passando dalla pura osservazione scientifica alla creazione di un linguaggio visivo dove il colore diventa lo strumento per esplorare altri mondi. Le lune di Luca Missoni sono concepite proprio come un’esplorazione spaziale di uno scienziato che, attraverso il telescopio, cattura pazientemente l’immagine della Luna in tutte le sue sfaccettature. Un processo dinamico che, per mezzo della fotografia, trasporta la Luna sulla Terra, all’interno del suo laboratorio artistico dove trasforma la Luna in una sorta di dea, dotata di un’anima di colore e un corpo plasmato che, attraverso materiali appositamente ricercati, ne esaltano la luminosità.
Nel periodo di apertura della mostra, numerosi gli eventi musicali, le attività didattiche, le visite guidate anche in notturna.
Brescia
Le fotografie di Luca Missoni custode della Luna sulla Terra
A Casa Museo Zani, nel nuovo spazio espositivo.