Sarà un autunno ricco di appuntamenti quello che si prepara negli spazi della Fondazione Torino Musei, con nuovi progetti che attraversano arte contemporanea, storia della città, moda e culture orientali. GAM, MAO e Palazzo Madama propongono percorsi diversi ma accomunati dalla volontà di mettere in dialogo opere, memoria e presente. A questi si aggiunge il progetto dedicato a Marisa Merz, che coinvolge GAM, Fondazione Merz e Castello di Rivoli in una grande mostra articolata in tre sedi.
A Palazzo Madama, dal 15 ottobre al 22 febbraio, arriva «Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884-1961», a cura di Giovanni Carlo Federico Villa, Maria Paola Ruffino e Gregorio Thaon di Revel Mazzonis, con la consulenza scientifica di Clelia Arnaldi di Balme. La mostra racconta la trasformazione di Torino attraverso il corpo, inteso come luogo in cui diventano visibili i cambiamenti sociali, economici e culturali. Il percorso segue un secolo di storia cittadina, dalle grandi Esposizioni dell’Ottocento fino a Italia 61, passando per la stagione Liberty, la modernizzazione degli anni Venti e Trenta, il periodo bellico e la rinascita del dopoguerra. Dipinti, sculture, fotografie, manifesti, documenti e soprattutto oltre quaranta abiti delle sartorie torinesi raccontano l’evoluzione della moda e della società. L’abbigliamento diventa così una chiave per leggere una città capace di reinventarsi dopo la perdita del ruolo di capitale e di affermarsi come centro industriale, manifatturiero e culturale.
Al MAO Museo d’Arte Orientale, dal 23 ottobre al 27 giugno, sarà invece protagonista «Song Dong. Soul Out», prima personale italiana dedicata all’artista cinese nato a Pechino nel 1966. Curata da Davide Quadrio e Li Zhenhua, con Francesca Filisetti e Rebecca Ricci, la mostra coinvolge l’intero museo e mette in relazione le opere dell’artista con le collezioni permanenti e con l’architettura storica di Palazzo Mazzonis. Oltre trent’anni di ricerca vengono ripercorsi attraverso installazioni, fotografie e video di performance. Al centro ci sono temi come memoria, impermanenza, consumo e trasformazione. Tra le opere più significative c’è Waste Not, presentata per la prima volta in Italia: oltre 10mila oggetti quotidiani accumulati dalla madre dell’artista diventano una riflessione sull’affetto, sulla memoria familiare e sulle logiche del consumo contemporaneo. Particolarmente coinvolgente sarà anche Borrow Light, installazione partecipativa composta da centinaia di lampade prestate dai cittadini, mentre con Eating the City il pubblico sarà invitato a consumare progressivamente paesaggi urbani realizzati con dolci e biscotti.
Alla GAM, dal 29 ottobre al 4 aprile, Giuseppe Caccavale sarà invece l’“intruso” del progetto Nell’Oltretempo. Montagne e Gessi dal deposito della GAM, a cura di Chiara Bertola e Virginia Lupo. L’artista ha esplorato i depositi del museo selezionando gessi e dipinti dedicati al paesaggio montano, con particolare attenzione alle montagne che definiscono l’orizzonte torinese. Il suo intervento nascerà direttamente sulle pareti dello Spazio del Contemporaneo attraverso lo spolvero, tecnica che trasferisce la scrittura mediante polvere e contatto. Le opere provenienti dal deposito entreranno così in dialogo con una traccia muraria fragile e persistente. Il progetto coinvolgerà anche alcuni studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.
Sempre dal 29 ottobre, GAM, Fondazione Merz e Castello di Rivoli saranno unite dalla retrospettiva «Marisa Merz – La danza delle ore», dedicata al centenario della nascita dell’artista torinese. Al Castello di Rivoli il percorso ruoterà intorno alla dimensione ambientale dell’opera di Merz, con la ricostruzione di «E il naufragar m’è dolce in questo mare» e il coinvolgimento di dieci artiste contemporanee. Alla Fondazione Merz l’attenzione si concentrerà invece sui processi creativi e sulla trasformazione dei materiali; alla GAM il racconto assumerà una dimensione più intima, legata alla casa-studio-laboratorio e alla quotidianità.