di Stefano Ribaldi*
Francesco Tapinassi, direttore di Toscana Promozione Turistica, ha ogni anno un compito veramente difficile: quello di incrementare l’andamento del turismo nel territorio complessivamente più iconico agli occhi del pubblico straniero, celebrato fin dall’Ottocento dal Romanticismo del Gran Tour, e divenuto oggi scenografia di tante pellicole di successo. Tapinassi è così bravo d’averne fatto “un rinascimento senza fine”, come recita il pay off regionale, e non manca di stupire nei numeri sempre in crescita, pur mantenendo un suo equilibrio sostenibile.
«Il 2025 è andato bene, sempre in aumento – ha confermato – abbiamo cambiato il modulo narrativo e abbiamo dedicato molto tempo alle media relation con la costituzione di sei uffici stampa all’estero, cercando di adattare la sensibilità alle richieste dei singoli mercati, ma sempre con l’obiettivo di suscitare un interesse nuovo. Abbiamo prestato molta attenzione a tutti i 273 comuni, quella che chiamiamo la Toscana diffusa, dando così voce anche alla parte meno conosciuta della nostra area, ma comunque sempre straordinaria».
Un aspetto che rende orgoglioso Tapinassi è di aver affermato al mondo la Toscana come una terra “empatica”, la cui accoglienza è dedicata alla famiglia, al pet friendly, ai nonni che viaggiano con i nipoti, all’ospitalità che significa farsi carico delle esigenze di ciascuno, il messaggio che arriva ai viaggiatori è che “in Toscana si sta bene”, la qualità della vita è eccellente sia che si frequenti la spiaggia più d’élite del Paese sia che si soggiorni in una riva aperta a tutti. «Siamo la regione che ha più agriturismo in Italia, una formula ottima per unire le diverse generazioni. Molti affittano intere strutture, vengono con famiglie e amici in gruppo, come avviene per il mercato mediorientale».
La diffusione della cultura enogastronomica è stata uno dei punti di forza della promozione regionale con la piattaforma Vetrina Toscana. «Vetrina Toscana ci sta dando importanti soddisfazioni, abbiamo associato quasi tutti i partner possibili dei diversi mondi della cucina, in particolare con l’associazione cuochi stiamo ovunque realizzando grandi degustazioni dei nostri prodotti, l’abbinamento alto valore della produzione si lega alla storia della cucina regionale. Cucina lenta dove non si butta niente, tanti piccoli racconti ma con la stessa idea: si mangia bene e si mangia sano, con grande attenzione alla piramide alimentare».
Francesco Tapinassi ha poi voluto ricordare un’iniziativa a cui tiene molto: la musica lirica. «Il 6 ottobre del 1600 nasce a Firenze, a Palazzo Pitti, la prima opera italiana e noi abbiamo due grandi ambassador Giacomo Puccini e Pietro Mascagni, due talenti planetari e due veraci concittadini. Noi attraverso i loro festival, Pucciniano e Mascagnano, non solo raccontiamo questi due grandi maestri, ma teniamo fede a un rapporto fra bellezza e cultura che è indissolubile per la nostra regione e più in generale per la nostra gente».
Grazie Direttore si può certamente dire che il successo dell’immagine della Toscana è il successo di tutta l’Italia.
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