Il commento di Stefano Ribaldi*

Il Piemonte mette in rete il genio di Alessandro Antonelli

*autore e produttore TV.

Il Piemonte mette in rete  il genio di Alessandro Antonelli

di Stefano Ribaldi*

C’è un filo che unisce Torino al Novarese, attraversa santuari, cupole, ville e borghi, raccontando la storia di un uomo capace di immaginare l’impossibile. Quel filo porta il nome di Alessandro Antonelli, il grande architetto piemontese autore della Mole Antonelliana, e oggi quel legame diventa il cuore della Rete Antonelliana – Cultura che unisce, il progetto con cui la Regione Piemonte trasforma il suo straordinario capitale architettonico in un grande itinerario culturale e turistico.
L’iniziativa nasce dalla volontà di far conoscere un Antonelli che va ben oltre la celebre Mole di Torino. Se quest’ultima rappresenta il simbolo della città e uno dei monumenti più riconoscibili d’Italia, il suo autore ha lasciato un’eredità diffusa in tutto il territorio piemontese. Dalla spettacolare Cupola di San Gaudenzio a Novara, autentico capolavoro di ingegneria ottocentesca, al Santuario di Boca, da Villa Caccia di Romagnano Sesia agli Scuroli di Ghemme e Maggiora, ogni opera racconta la visione di un progettista che seppe anticipare il futuro con soluzioni tecniche rivoluzionarie e un’inconfondibile ricerca della verticalità.
La Rete Antonelliana coinvolge venti partner istituzionali e culturali e propone oltre trenta appuntamenti tra visite guidate, aperture straordinarie, percorsi teatralizzati, podcast, incontri divulgativi, mostre ed esperienze sul territorio.
«Il patrimonio antonelliano rappresenta una delle espressioni più alte dell’ingegno e della creatività piemontese e nazionale. Con questo progetto la Regione compie una scelta chiara: trasformare la cultura in una leva strategica di sviluppo, mettendo in rete luoghi simbolo della nostra identità e rafforzando la capacità del territorio di attrarre nuovi flussi culturali e turistici». Con queste parole l’assessora regionale alla Cultura Marina Chiarelli ha sintetizzato il significato dell’iniziativa, sottolineando come la sua valorizzazione possa diventare un motore di crescita economica e sociale con una visione destinata a svilupparsi ulteriormente, coinvolgendo nuovi partner, ampliando i siti aderenti e investendo anche nella digitalizzazione delle opere di Antonelli.
La forza del progetto risiede proprio nella capacità di fare rete. Non più monumenti isolati, ma un sistema capace di raccontare una storia comune.
Antonelli fu un visionario. Le sue costruzioni sembravano sfidare le leggi della fisica: strutture leggere, slanciate verso il cielo, realizzate con tecniche che anticipavano l’ingegneria moderna.
Non sempre compreso dai contemporanei, oggi è riconosciuto come uno dei più grandi architetti europei dell’Ottocento, capace di trasformare il mattone in poesia e la tecnica in arte.
La Rete Antonelliana non è soltanto un calendario di eventi, ma un nuovo modo di leggere il Piemonte attraverso uno dei suoi più illustri protagonisti. Un progetto che restituisce unità a un patrimonio straordinario e dimostra come la cultura, quando crea connessioni tra luoghi, istituzioni e persone, possa diventare un potente strumento di sviluppo, identità e attrattività internazionale.

*autore e produttore TV