La stagione 2026/2027 del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, in occasione dell’80º dalla fondazione, si sviluppa attorno al tema del «Gioco del tempo», inteso come intreccio di memoria, visione, tradizione e innovazione. La stagione segue una crescita significativa di pubblico e abbonamenti (circa +20%) e si articola in un imponente progetto artistico: 56 spettacoli complessivi, con 30 produzioni (15 coproduzioni, di cui 3 internazionali), 26 ospitalità, 10 prime assolute e 2 prime italiane. Il tempo dell’origine rimanda al 1947 e alla nascita del Piccolo Teatro di Milano per iniziativa di Giorgio Strehler e Paolo Grassi, come modello di teatro pubblico fondato sulla cultura come strumento di rinascita civile. Attorno a questo nucleo si sviluppano diverse produzioni celebrative, tra cui Il signor Puntila e il suo servo Matti di Brecht, affidato alla regia di Claudio Longhi, con il ritorno in scena di Franco Branciaroli e Lino Guanciale.
Fondamentale anche il rapporto con il Teatro alla Scala: il Corpo di Ballo debutta al Teatro Strehler con «Mont Ventoux», mentre «Arlecchino servitore di due padroni» torna alla Scala in un nuovo allestimento curato dalla Scuola del Piccolo, e «Faust» di Strehler rivive in una nuova lettura diretta da Antonio Latella. Il tempo attraversa l’intera programmazione come filo conduttore. Il “tempo dei legami” è rappresentato da «Coro degli amanti» di Tiago Rodrigues, e da altri lavori che esplorano relazioni, memoria e identità come «Per sempre» e «Di madre in figlia» di Concita De Gregorio. Il “tempo del corpo e del silenzio” emerge in «Tacet» di Jacopo Giacomoni, mentre il “tempo della storia” si declina tra distopia, impegno civile e riletture contemporanee, come in «Il fuoco era la cura dei Sotterraneo» (ispirato a Fahrenheit 451), «La pazzia di Re Giorgio» di Alan Bennett con Massimo Popolizio, e «La vita agra di Bianciardi »con Paolo Pierobon. Il “tempo del mito” trova spazio nell’Orestea di Eschilo diretta da Carmelo Rifici, mentre il “tempo della cronaca” e della riflessione civile emerge in progetti come «Se dicessimo la verità» e nel lavoro di Marta Cuscunà con «La Medium». Il “tempo della quotidianità” è indagato da Thomas Verstraeten con «The city of arrival», dedicato ai temi della migrazione. Accanto alle produzioni principali, la stagione include numerose ospitalità di rilievo: dal teatro di Eduardo De Filippo (Non ti pago, Il Sindaco del rione Sanità, Sabato, domenica e lunedì) a opere di Pirandello, Goldoni, Shakespeare, fino a nuove creazioni di Stefano Massini, Pascal Rambert, Leonardo Lidi e altri protagonisti della scena contemporanea. Ampio spazio è dedicato alle serate speciali, con omaggi a figure come Ornella Vanoni, Paolo Grassi, Umberto Eco e San Francesco, oltre a riflessioni su temi storici come l’emigrazione italiana e la memoria delle tragedie del lavoro. Il Piccolo rafforza inoltre il proprio ruolo di rete culturale con festival e collaborazioni (MITO, MiX Festival, Milano Film Fest, Bookcity, Laterza, Brera), sviluppando un sistema di attività che amplia la funzione del teatro oltre la scena.Sul fronte dell’accessibilità e dei nuovi pubblici, proseguono i progetti come Piccolo Aperto e Piccolo Open, con strumenti per pubblici ciechi, sordi e neurodivergenti, traduzioni, Lis e percorsi inclusivi, insieme a iniziative di audience development e teatro diffuso nei quartieri e in Lombardia. La dimensione formativa resta centrale: la Scuola di Teatro “Luca Ronconi”, attiva dal 1987, celebra i suoi 40 anni; si aggiungono il Master “Favola”, il progetto europeo École des Maîtres e numerosi percorsi per studenti e giovani artisti, che confermano il ruolo del Piccolo come luogo di formazione internazionale. Infine, il programma si arricchisce con il lavoro degli artisti associati, tra cui Tiago Rodrigues, Daria Deflorian, Marco D’Agostin, Sotterraneo, FC Bergman e altri, consolidando un’idea di teatro come processo continuo e condiviso.
Milano
Il gioco del tempo: il Piccolo tra memoria, visione e futuro
Il teatro voluto da Strehler e Grassi compie 80 anni.