Cultura

Il 2025 per il Museo nazionale dell’automobile di Torino è stato di profonda trasformazione

«Il Mauto è un’istituzione culturale contemporanea che ripensa l’idea stessa dell’automobile, proprio nel momento della sua crisi di identità (come percorso industriale e come popolarità): considerata non più come oggetto, ma come fenomeno multiculturale, un dispositivo multiplo di lettura del mondo. Il museo diventa un luogo in cui storia, tecnica, immaginario e società si intrecciano per offrire strumenti critici di lettura sul presente e sul futuro. Questa è la direzione in cui intendiamo continuare a muoverci» dichiara Benedetto Camerana. Mettere in relazione patrimonio, progetto e contemporaneità, in uno «spazio di ricerca, produzione di contenuti e confronto, capace di rinnovare costantemente i propri linguaggi senza perdere la profondità storica della collezione» aggiunge Lorenza Bravetta, direttore.

Il 2025 per il Museo nazionale dell’automobile di Torino è stato di profonda trasformazione

MauTo – Museo Nazionale dell’Automobile ha chiuso il 2025 come un anno di profonda trasformazione.

A Torino il museo dell’automobile ha chiuso un anno di profonda trasformazione

Ha registrato 372.200 visitatori, in linea con lo scorso anno nonostante le parziali chiusure dovute ai lavori di aggiornamento del percorso espositivo e la scelta di mostre più di nicchia. I visitatori paganti sono stati pari al 67% mentre il 7% sono gli ingressi con Abbonamento Musei e il 9% con la Torino Piemonte Card. Il rimanente 16% sono gli ingressi gratuiti (bambini sotto i 6 anni, accompagnatori, ospiti, media, partecipanti ad eventi, pubblico GP). Il 20% dei visitatori ha effettuato l’acquisto dei biglietti online. Aprile si attesta come il mese di maggiore affluenza con un totale di 40.754 visitatori; segue agosto con 33.954 presenze.
Nel corso del 2025 il Mauto ha rinnovato parti significative del percorso espositivo e inaugurato due nuove sezioni dedicate al futuro della mobilità e al design, ridefinendo il rapporto tra collezione, progetto e contemporaneità. Centrale in questo processo è stata la riscrittura dell’apparato didascalico, pensata per restituire la collezione come patrimonio culturale e per offrire una lettura critica dell’automobile come fenomeno storico, sociale e simbolico. Con The Future Unfolds, sezione dedicata all’innovazione e alla mobilità sostenibile, e con Spazio Design, area di oltre 2.000 mq dedicata alla creatività industriale e al processo progettuale, il Museo ha ampliato il proprio campo di ricerca e narrazione. A novembre ha preso avvio Convergenze, progetto curatoriale a cura di Giacinto Di Pietrantonio, che introduce un dialogo strutturato tra automobile e arte contemporanea lungo l’intero percorso espositivo.

«Il Mauto è un’istituzione culturale contemporanea che ripensa l’idea stessa dell’automobile, proprio nel momento della sua crisi di identità (come percorso industriale e come popolarità): considerata non più come oggetto, ma come fenomeno multiculturale, un dispositivo multiplo di lettura del mondo. Il museo diventa un luogo in cui storia, tecnica, immaginario e società si intrecciano per offrire strumenti critici di lettura sul presente e sul futuro. Questa è la direzione in cui intendiamo continuare a muoverci» dichiara Benedetto Camerana. Mettere in relazione patrimonio, progetto e contemporaneità, in uno «spazio di ricerca, produzione di contenuti e confronto, capace di rinnovare costantemente i propri linguaggi senza perdere la profondità storica della collezione» aggiunge Lorenza Bravetta, direttore.