La terza edizione di «Exposed Torino Photo Festival», diretta da Walter Guadagnini, ha per tema «Mettersi a nudo»: un invito a guardare dentro di sé e oltre le apparenze, interrogando la relazione tra identità e rappresentazione, corpo e immagine, visibile e invisibile.
Dal 9 aprile al 2 giugno, 18 mostre.
Il “miglio della fotografia” può iniziare idealmente da Camera Torino, dove viene presentata la mostra di Toni Thorimbert, «Donne in vista», a cura di Guadagnini. Il progetto, nato da un’idea di Luca Beatrice, si presenta come un omaggio di Thorimbert e Guadagnini all’amico prematuramente scomparso. Una selezione di oltre 60 fotografie, dedicate alla figura femminile e realizzate dal fotografo italo-svizzero in oltre 30 anni di carriera, ritraggono sia figure note sia donne comuni, spaziando tra ritratti ufficiali, scatti privati e fotografie di moda.
Nella Cripta di San Michele Arcangelo, «Yorgos Lanthimos. Photographs», a cura di Giangavino Pazzola, presenta l’ampia produzione fotografica del regista greco, rivelando un aspetto meno noto del suo lavoro, caratterizzato da uno sguardo perturbante e concettuale che sottolinea la continuità tra fotografia e cinema. Il Museo Regionale di Scienze Naturali ospita «Bernard Plossu. Dopo l’estate»: trent’anni di viaggi nelle piccole isole italiane; il Circolo del Design accoglie «Dean Chalkley. Back in Ibiza e altre storie»; il Museo del Risorgimento Italiano, «Viva le donne! Il femminismo nelle fotografie di Paola Agosti».
Nelle Gallerie d’Italia (fino al 6 settembre) «Diana Markosian. Replaced, a cura di Brandei Estes. All’Archivio di Stato, «Messi a nudo. Auguste Belloc, Wilhelm von Gloeden, Carlo Mollino», a cura di Barbara Bergaglio, esplora l’opera di tre figure chiave della storia della fotografia, analizzando l’evoluzione del nudo da esercizio accademico a indagine introspettiva, spesso ossessiva e perturbante, e mettendo in evidenza il forte contenuto erotico che, pur radicato nelle epoche di produzione, continua a sollecitare la sensibilità contemporanea attraverso il piacere voyeuristico degli« autori. Accanto a questa, Ralph Gibson. Self Exposed», a cura di Giangavino Pazzola, presenta una selezione di settanta opere che attraversano oltre cinquant’anni di carriera, rendendo omaggio a uno dei grandi maestri della fotografia del XX secolo. Il percorso mette in luce l’evoluzione di un linguaggio visivo caratterizzato da contrasti netti, inquadrature audaci e una tensione costante tra astrazione e realtà.
Le mostre all’aperto, poi, estendono il Festival nello spazio urbano, trasformando Torino in una piattaforma espositiva diffusa in cui la fotografia entra in dialogo diretto con l’architettura, i flussi quotidiani e le geografie sociali della città. A questo si aggiungono incontri ed eventi.
«Un festival per la città, un festival con la città: questo vuole essere la terza edizione di Exposed, la grande kermesse che arricchisce Torino di un nuovo appuntamento fotografic – commenta Walter Guadagnini – Per la città, per offrire la possibilità ai torinesi e a chi si trova in Piemonte di vedere mostre sorprendenti, che vanno dallo storico al contemporaneo, dall’Italia al resto del mondo, per confermare Torino come il centro della fotografia nel nostro paese. Con la città, perché il festival si manifesterà non solo nei musei e negli spazi espositivi, ma anche nelle strade, sotto i portici, in una cancellata, in un’edicola e persino in un parcheggio. Tanti luoghi, tantissime immagini, tante storie di ieri e di oggi, attraverso gli sguardi di autori e autrici celebri e sconosciuti, di giovani emergenti e di maestri storicizzati, una festa dove la fotografia mette a nudo le sue diverse anime, raccontando e inventando il mondo».