di Stefano Ribaldi*
Tempo fa ho avuto il piacere di partecipare alla donazione del fondo librario dello scrittore Franco Scaglia alla piccola isola di Alicudi, in Sicilia. Negli ultimi anni sta emergendo sempre più chiaramente nel nostro Paese un importante fenomeno socio-economico e culturale: la filantropia. Passeggiando per borghi e città d’arte italiane ci si imbatte spesso in palazzi antichi, chiese, monumenti recanti targhe in memoria di munifici benefattori privati. A qualcuno sarà capitato di leggere su padiglioni sanitari, sulle porte di laboratori o cliniche pubbliche e private, o su macchinari che salvano vite o compiono operazioni straordinarie, i nomi di singole persone, famiglie, anche non facoltose, e imprese che hanno donato alla collettività qualcosa di prezioso e utile. Storicamente l’Italia, oltre alla bellezza, alla cultura e al buon vivere, è il Paese della solidarietà fra consorziati. La filantropia aggiunge alla solidarietà e al dono alcuni elementi rilevanti. Filantropia significa “amore per l’uomo” e i filantropi sono privati cittadini che decidono di restituire parte delle loro disponibilità finanziarie a beneficio della collettività, in diversi ambiti del vivere sociale, e lo fanno creando un’organizzazione che agisce nel lungo periodo. Dunque, ora innanzi, fate attenzione: se incontrate una riserva naturale recuperata, attrezzata e resa accessibile, se percorrete un sentiero panoramico in un’oasi alpina o sul mare, se visitate una dimora storica o dormite in un hotel diffuso lungo un sentiero appenninico riscoperto o partecipate a un evento culturale; oppure avete la necessità di essere soccorsi per un infortunio o guariti per un malanno; oppure state partecipando a un corso formativo di eccellenza o se notate la qualificazione di un quartiere; oppure un progetto anti-degrado per la diffusione della cultura della legalità, per il recupero della dignità; o vi state nutrendo a una mensa popolare… dietro tutto ciò potrebbero esserci il contributo, l’impegno, la responsabilità, la solidarietà e la passione di un’organizzazione filantropica. Non a caso un numero sempre più rilevante di biblioteche pubbliche derivano da lasciti imponenti di intellettuali o semplici amanti della lettura che sperano di tramandare con il loro legato la passione quasi sciamanica e taumaturgica per la letteratura. Assifero è l’associazione nazionale che da oltre venti anni rappresenta il comparto filantropico e fa parte del network europeo Philea.
«Assifero è il punto di riferimento della filantropia in Italia – spiega il suo presidente l’ingegner Antonio Danieli. Associamo da nord a sud quasi 200 tra fondazioni di famiglia, di impresa, di comunità, enti filantropici secolari e altre tipologie filantropiche, diversi per missione, territorio, dimensione, ambiti di intervento. Tutti operano per il bene comune, intercettando bisogni e potenzialità delle comunità e attivando processi di sviluppo di lungo periodo. Assifero ha l’obiettivo di promuovere un sistema filantropico italiano sempre più consapevole del proprio ruolo, informato ed efficace, capace di contribuire alla costruzione di una società giusta, equa e plurale che metta al centro le persone e il pianeta, anche nell’interesse delle future generazioni».
Franco Scaglia era innamorato di Alicudi e ora che i suoi libri campeggiano fra le ginestre e i fichi d’india dell’isola penso che la filantropia sia un modo concreto per far vivere in eterno il meglio di noi stessi.
*autore e produttore tv