Teatro

«Elisir»: la stagione dello Stabile che racconta il potere del teatro

94 titoli con prime nazionali, produzioni e ospitate.

«Elisir»: la stagione dello Stabile che racconta il potere del teatro

La stagione 2026/2027 del Teatro Stabile di Torino si intitola «Elisir» e proporrà, da settembre a luglio, 94 titoli in sede e in tournée, tra cui 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli per Torinodanza Festival. L’elisir del titolo non è una ricetta per l’immortalità, non promette di arrestare il trascorrere del tempo, ma racconta il potere del teatro di trasformare questo tempo in gioco, stupore, ironia.

Il cuore della stagione sarà il nuovo progetto produttivo firmato dal nucleo artistico del Teatro Stabile di Torino, la cui composizione si rinnova con la nomina, accanto al direttore artistico Valerio Binasco e al direttore artistico junior Diego Pleuteri, di Leonardo Lidi come vicedirettore artistico. A loro si affiancano Anna Cremonini, direttrice artistica di Torinodanza, e Kriszta Székely e Silvia Gribaudi nel loro ruolo di artiste associate.

A inaugurare, in prima nazionale al Teatro Carignano dal 5 al 25 ottobre, un classico di Carlo Goldoni: «Una delle ultime sere di Carnovale», regia di Binasco: una commedia corale che intreccia amori, matrimoni, solitudini e addii sullo sfondo di un Carnevale che finisce e la partenza per una nazione lontana. Tra le nuove produzioni, poi, Lidi torna a confrontarsi con l’opera di Natalia Ginzburg, a 110 anni dalla sua nascita, portando in scena «L’inserzione» che debutterà in prima nazionale al Teatro Gobetti dal 16 al 28 febbraio; sempre Lidi Lidi, insieme agli allievi della Scuola per Attori, proporrà dal 24 al 29 novembre alle Fonderie Limone di Moncalieri «Il taccuino di Trigorin» di Tennessee Williams.

Székely porta in scena, in prima nazionale dal 21 gennaio al 7 febbraio, «L’evento» di Annie Ernaux, Premio Nobel 2022 per la letteratura. A dare corpo e voce a questo toccante racconto è il giovane talento di Alice Fazzi: nell’ottobre del 1963, una studentessa 23enne è costretta a muoversi per vie clandestine per interrompere una gravidanza, quando in Francia l’aborto è ancora illegale. Il testo, scritto in forma di diario, restituisce giorni e tappe di un’esperienza umana dolorosa e totalizzante e sarà proposto in un allestimento site-specific all’interno di un appartamento al piano nobile di piazza Carignano, 2.

A 800 anni dalla morte di San Francesco e nel 100° anniversario dalla nascita di Dario Fo, Matthias Martelli si confronta nuovamente con l’opera del Nobel lombardo in «Lu Santo Jullàre Françesco», coproduzione TST e Teatro Stabile dell’Umbria.

Gabriele Vacis e gli artisti di PoEM affrontano il capitolo conclusivo de La trilogia dei libri, il progetto dedicato alle sacre scritture. Dopo Antico testamento e Vangeli, dal 13 al 25 aprile alle Fonderie andrà in scena in prima nazionale «Corano»: questo lavoro sigilla e definisce quell’unica, fondamentale domanda che ha attraversato la ricerca sui testi sacri: che cosa significa dire il divino? La risposta troverà la forma di un lavoro teatrale di memoria collettiva, che, come un corpo unico, respira lingue diverse e spinge verso un ascolto attivo e critico.

Jurij Ferrini, con «Todo», incontra per la terza volta l’opera del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd: una vertiginosa meditazione sul caos dell’esistenza. Lo spettacolo, interpretato e diretto da Ferrini, debutterà in prima nazionale al Gobetti dal 25 maggio al 13 giugno.

A Micol Jalla è affidata la regia dello spettacolo dedicato a bambini, famiglie e scuole: a 120 anni dalla nascita di Astrid Lindgren, che ricorrono nel 2027, porta in scena «Pippi Calzelunghe»; sarà in prima nazionale al Teatro Carignano da gennaio a maggio.

Coproduzioni, riprese e ospitalità nel ricco cartellone da scoprire sul sito del teatro.