di Stefano Ribaldi*
Capitale elegante e malinconica, Budapest vive nel riflesso delle acque del Danubio, il grande fiume che attraversa il continente e che qui divide e allo stesso tempo unisce due città diverse: Buda, con le sue colline e le antiche fortificazioni, e Pest, con i grandi viali e i palazzi monumentali dell’Ottocento.
Molti viaggiatori l’hanno definita una delle città più affascinanti d’Europa. Claudio Magris, nel suo celebre libro sul Danubio, racconta Budapest come un crocevia di storie e culture, un luogo dove si incontrano il mondo mitteleuropeo, quello balcanico e quello orientale contaminandosi l’un con l’altro come i suoi stili: il neogotico, il barocco e il liberty. Qui il passato non è mai lontano. E’ nelle pietre del Castello di Buda, nei ponti che attraversano il fiume e nel profilo imponente del Parlamento, uno degli edifici della politica più grandi e spettacolari del mondo.
La Cattedrale di Santo Stefano è il più importante monumento religioso. Sorge nella zona di Pest e fu progettata nel 1850 con uno stile prevalentemente neoclassico. La Basilica, consacrata in presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe I, è a croce greca con cupola all’incrocio della navata con il transetto. Tocca la stessa altezza del Palazzo del Parlamento, 96 metri, a rappresentare la parità fra Stato e religione: secondo la legge nessun edificio in città può esserne più alto. L’interno è ricco di marmi, mosaici e pregevoli opere d’arte dei principali artisti ungheresi. Dall’interno della basilica si può salire al tamburo della cupola dove si gode una vista splendida a 360 gradi fino all’orizzonte: salita faticosa, ma il risultato vale lo sforzo.
Lasciata la Cattedrale di Santo Stefano raggiungiamo uno dei grandi bagni termali. La sosta è una tappa d’obbligo! La storia delle terme di Budapest è millenaria, iniziata con i Celti e i Romani, ma fiorita sotto gli Ottomani nel XVI e XVII secolo con bagni iconici come Rudas, Király e Rác, contraddistinti da cupole e vasche ottagonali. Nel diciannovesimo secolo, con gli Asburgo, si svilupparono le impronte neoclassiche e moderne, come i bagni Széchenyi del 1913 e Gellért del 1918, con grandi complessi e piscine all’aperto, creando una tradizione termale che unisce lusso e benessere, sopravvissute a guerre e restaurazioni. I bagni sono parte integrante della cultura magiara, offrendo una miscela antica e unica per design e relax. Dopo la Seconda Guerra Mondiale e durante il regime comunista, i complessi furono nazionalizzati ma rimasero un pilastro della vita sociale. Oggi, combinano trattamenti medici classici con moderne esperienze wellness, mantenendo intatta la loro bellezza artistica. Le acque trasportano il viaggiatore a ritroso nel tempo, nelle trame di Milan Kundera o ne “Il giocatore” di Fedor Dostoevskij, rivivendone intrecci, emozioni e suggestioni. Budapest è una città che ha conosciuto imperi, guerre, rivoluzioni e rinascite. Una città che conserva la memoria dell’Europa centrale e allo stesso tempo continua a reinventarsi.