Cultura

Boualem Sansal in Italia dopo la scarcerazione dall’Algeria al festival Francesissimo

Ospite Boualem Sansal, per il suo primo incontro in pubblico dopo la grazia ricevuta il 12 novembre dal suo paese, l’Algeria, dove era stato incarcerato per «attentato all’unità nazionale». L’incontro con Boualem Sansal, intitolato «Scrittura e libertà», chiude il festival domenica 1 febbraio (alle 16.30).

Boualem Sansal in Italia dopo la scarcerazione dall’Algeria al festival Francesissimo

Nasce «Francesissimo», progetto speculare e complementare a «Italissimo», che da dieci anni porta a Parigi la letteratura e la cultura italiane.

Al via a fine mese «Francesissimo» a Torino, con un ospite d’eccezione

Per tre giorni, dal 30 gennaio al 1 febbraio, Torino ospita il festival di letteratura e cultura francesi, una scena letteraria in movimento, con incontri con autori e autrici francesi e francofoni, letture e proiezioni cinematografiche, pensate per favorire il dialogo tra il mondo culturale d’oltralpe e il pubblico italiano. Francesissimo, ideato dalla Fondazione Circolo dei lettori e dal Consolato generale di Francia a Milano, e curato da Fabio Gambaro, si svolge tra il Circolo dei lettori e delle lettrici, il Cinema Massimo, l’Alliance Française e la Biblioteca civica Centrale. E’ il pirmo nuovo festival ideato dal Circolo sotto la direzione di Culicchia. Un modo per rafforzare ancor più il legame tra Italia e Francia. Ospite Boualem Sansal, per il suo primo incontro in pubblico dopo la grazia ricevuta il 12 novembre dal suo paese, l’Algeria, dove era stato incarcerato per «attentato all’unità nazionale». L’incontro con Boualem Sansal, intitolato «Scrittura e libertà», chiude il festival domenica 1 febbraio (alle 16.30). Scrittore franco-algerino di riconosciuto rilievo internazionale, Sansal viene arrestato in Algeria nel novembre 2024 e condannato a cinque anni di reclusione in relazione ad alcune dichiarazioni pubbliche, in un caso che suscita una vasta mobilitazione internazionale a difesa della libertà di espressione. Vengono lanciate iniziative e appelli a cominciare da quello del Salone del libro di Torino con la sua direttrice, Annalena Benini e a maggio durante viene organizzato l’incontro intitolato «Cosa insegna il caso di Boualem Sansa» a cui partecipano tra gli altri Roberto Saviano, Sandro Veronesi. Si mobilitano inoltre i premi Nobel per la letteratura Annie Ernaux, Jean-Marie Le Clézio, Orhan Pamuk e Wole Soyinka. Dopo mesi di iniziative di sostegno e interventi diplomatici, e anche in considerazione delle sue condizioni di salute, nel novembre 2025 le autorità algerine gli concedono la grazia. Un’occasione di racconto della vicenda di intellettuale e attivista del pensiero, a partire dal romanzo «Vivere», Neri Pozza, nel quale la distopia diventa strumento per interrogare il presente.

L’inaugurazione con Pennac

A inaugurare «Francesissimo», invece, venerdì 30 gennaio (alle 18.30), è il professore di Belleville e di Monsieur Malaussène, Daniel Pennac, in dialogo con Fabio Gambaro a partire dall’ultimo romanzo «Il mio assassino», Feltrinelli. Un’opera che intreccia invenzione narrativa e autobiografia e restituisce al pubblico l’universo creativo di uno degli scrittori più amati della scena francese contemporanea.
In città numerose voci della letteratura francese contemporanea: Adelaïde de Clermont-Tonnerre, Jean-Baptiste Andrea, Maylis Besserie, Adrien Bosc, Hemley Boum e Marie Vingtras.
Nel programma, inoltre, due film francesi inediti in Italia «Le royaume» di Julien Colonna e «Le roman de Jim di Arnaud et Jean-Marie Larrieu» entrambi proiettati grazie alla collaborazione del Museo Nazionale del Cinema.
Intanto, il Cinema Massimo apre il nuovo anno con la retrospettiva dedicata a Mario Martone (9-24 gennaio) che include tutti i suoi lungometraggi tra teatro, arte, letteratura, storia e offrirà allo spettatore l’opportunità di riscoprire la sua capacità di mescolare la dimensione intima a quella collettiva. Dal 26 gennaio al 1° febbraio, poi, un focus sul cinema giapponese degli anni Cinquanta e Sessanta con una selezione di opere rare, proiettate in pellicola, che permetteranno di esplorare il periodo d’oro della cinematografia nipponica attraverso opere fondamentali di registi meno celebrati ma altrettanto originali come Kinoshita Keisuke, Shindō Kaneto e Uchida Tomu. Tra drammatiche riflessioni sociali e poetiche storie di speranza, questi capolavori raccontano il Giappone dell’immediato dopoguerra, la sua evoluzione e le sue contraddizioni.