Superato il traguardo delle prime dieci edizioni, Borgate dal Vivo si rafforza e consolida nella sua formula di festival nato per i luoghi, per valorizzarli e riscoprirli attraverso gli artisti. Sulla mappa della Val di Susa e del Piemonte, due mesi di eventi promettono un’estate in cui nessuno spazio è troppo piccolo e troppo lontano per non poter essere raggiunto da una storia o una canzone. Perché anche se ci sono luoghi dove non succede quasi mai, quando succede si ricorda per sempre.
Ambra Angiolini inaugura l’edizione 2026 all’Anfiteatro Romano di Susa il 26 giugno, e debutta anche come regista, con «La misteriosa scomparsa di W»: un “soliloquio di gruppo”, lo definisce, tragicomico, buffo e amaro, luminoso e cupo, nel gigantesco ossimoro che è la vita di tutti. Ambra scannerizza con il virtuosismo letterario di Benni, anche i resti del suo passato da ricomporre, per ritrovare quel che le manca, per riconquistare il suo pezzo V di W. “W” tornerà a essere una donna nuovamente intera, meravigliosamente non conforme, solida nelle crepe di fragilità, che avrà ricostruito davanti a tutti il suo corpo e la sua umanità, in un mondo apparentemente troppo cinico e senza più umane ambizioni.
Il 27, «De André canta De André» con Cristiano De André, accompagnato dagli insperabili musicisti Osvaldo di Dio alle chitarre, Davide Pezzin al basso, Luciano Luisi alle tastiere e Ivano Zanotti alla batteria. Il 28 Niccolò Fabi: il suo nuovo tour sarà un’occasione per attraversare i brani più amati del repertorio, in un racconto musicale capace di unire generazioni diverse; sul palco i colleghi e amici, da sempre parte del suo universo musicale, Roberto “Bob” Angelini, Alberto Bianco e Filippo Cornaglia, ma anche Cesare Augusto Giorgini e Giulio Cannavale, che hanno partecipato alla registrazione dell’ultimo album del cantautore nella baita di montagna in Val di Sole e che Niccolò ha conosciuto grazie all’esperienza presso Officina delle Arti Pierpaolo Pasolini, di cui è Responsabile della sezione Canzone.
Domenica 5 luglio, invece, ai Castelli di Lagnasco, Daniele Silvestri live acustico, capace di coniugare la ricerca di una nuova canzone d’autore con il riscontro del grande pubblico, mescolando talento e tradizione, leggerezza espressiva e impegno civile.
Gli eventi si susseguiranno fino al 29 agosto in un programma in continuo aggiornamento.
Intanto, il 14 aprile al teatro Fassino di Avigliana, «Ma che razza di Otello sei?» di e con Marina Massironi: se a raccontarci l’Otello è Shakespeare, è una tragedia, se ce lo racconta Verdi è un melodramma. Ma quando la narrazione della fosca vicenda del Moro è affidata a un’autrice vivace come Lia Celi, il risultato è un’inaspettata rilettura della storia dell’impresa verdiana, delle regole del melodramma e dei temi cari alla tragedia shakespeariana: la gelosia, il razzismo, il plagio, la calunnia. Marina Massironi restituisce al pubblico la genesi del capolavoro Verdiano con notizie storiche curiose, spunti d’attualità e riflessioni sulle dinamiche umane di cui il triangolo Otello-Iago-Desdemona si fa emblema, con umorismo sottile e spiazzante e momenti tragicamente appassionati. Il tutto accompagnato dalla timbrica cristallina dell’arpa di Monica Micheli. Il 18 Aprile, all’auditorium Franca Rame di Rivalta Torino «La diva geniale. La vita scordata di Hedy Lamarr» narrata da Alessandro Barbaglia.