A Teatro

«Approdi», la nuova stagione del Carlo Felice, luogo d’incontro

Sette opere, un musical, 5 titoli di danza e 13 concerti.

«Approdi», la nuova stagione  del Carlo Felice, luogo d’incontro

Dopo l’immagine dei Naviganti (scelta per raccontare un teatro in viaggio fra tradizione, nuovi pubblici, città e futuro) la nuova stagione del Carlo Felice di Genova trova il proprio segno negli Approdi, intesi come luoghi di incontro, trasformazione e rilancio.

Se la stagione 2025-2026 aveva tracciato una rotta, la nuova programmazione individua una serie di approdi artistici e simbolici: il repertorio mozartiano e verdiano, il melodramma italiano tra Ottocento e Novecento, il belcanto, Puccini, il teatro musicale internazionale, la danza classica e contemporanea, il musical, le pagine sinfoniche con Beethoven al centro, Paganini e il dialogo tra musica, spiritualità e territorio con il progetto dedicato a San Francesco.

«Questa nuova stagione – dichiara il sovrintendente Michele Galli – nasce dopo un anno di lavoro intenso, nel quale il Teatro Carlo Felice ha ricostruito e rafforzato il proprio rapporto con la città, con il pubblico e con molti soggetti del territorio. Abbiamo aperto il Teatro a nuove esperienze di partecipazione, lanciato il progetto education “Un mare di musica…Felice!”, avviato il percorso di accessibilità “Navigare insieme”, consolidato l’Accademia come parte viva della produzione artistica, portato la musica anche fuori dalla sala, nelle scuole, nei luoghi della fragilità, negli spazi della città. Abbiamo intrapreso un piano di fundraising individuando i primi Custodi del Faro, una comunità di imprese e professionisti che riconoscono nel Carlo Felice un bene comune. Accanto a questo, abbiamo avviato un percorso di maggiore consapevolezza gestionale e di equilibrio, perché un teatro può essere aperto e ambizioso solo se è anche responsabile e sostenibile. La stagione 2026-2027 è il risultato di questa visione: dopo aver navigato, ora approdiamo a nuove terre artistiche, senza smettere di guardare avanti». La stagione 2026-2027 intende quindi tracciare una mappa di approdi possibili: al centro sta l’opera col grande repertorio da un lato e proposte meno usuali dall’altro; ampio spazio alla danza, anch’essa con titoli classici e progetti contemporanei; assai ramificato anche il tracciato della sinfonica, che passa attraverso pagine monumentali, anniversari, repertorio virtuosistico, occasioni familiari e progetti identitari.

La stagione si apre nel segno della vitalità e della trasformazione dei rapporti sociali con «Le nozze di Figaro» di Mozart su libretto di Lorenzo Da Ponte, in scena, dopo 12 anni, dal 16 al 25 ottobre con un allestimento del Teatro Regio di Torino firmato da Emilio Sagi (ripreso da Matteo Anselmi), con scene di Daniel Bianco, sul podio Jordi Bernàcer, alla guida dell’Orchestra e del Coro del Teatro Carlo Felice. Dal 20 al 27 novembre si va verso uno dei capolavori del belcanto, assente da quasi vent’anni dal palcoscenico genovese, «I Capuleti e i Montecchi» di Bellini; dal 22 al 31 gennaio, «Pagliacci» di Leoncavallo in un allestimento di repertorio firmato dai Teatri Alchemici; dal 19 al 28 febbraio torna dopo trent’anni esatti «L’italiana in Algeri» di Rossini, capolavoro di comicità su libretto di Angelo Anelli, nell’allestimento un po’ “genovese” del Teatro Massimo di Palermo con le scene di Emanuele Luzzati, i costumi di Santuzza Calì e la regia di Maurizio Scaparro (ripresa da Orlando Forioso). A marzo, dal 19 al 25, torna dopo quasi un decennio un altro capolavoro della storia del teatro musicale, l’incompiuta «Turandot» di Puccini; sul podio il direttore emerito Donato Renzetti. Ad aprile, dal 16 al 21, (assente dal 2008), «Evgenij Onegin» di Cajkovskij, in un allestimento dell’Astana Opera che porterà al Carlo Felice i suoi solisti principali diretti da Yerbolat Akhmedyarov; dal 21 al 30 maggio «Nabucco» di Verdi che, dal 2008, ritorna in scena in un nuovo allestimento della Fondazione genovese in coproduzione con il Regio di Parma e il Comunale di Bologna firmato da Pier Luigi Pizzi. A giugno, dal 17 al 20, il musical «The Phantom of the Opera» di Andrew Lloyd Webber. La danza avrà un ruolo di particolare rilievo nella stagione, con la creazione anche di un abbonamento specifico, con: «Lo schiaccianoci», «Giselle», «Lago dei cigni», «Deledda. Cenere e le canzoni della rivoluzione silenziosa» e la Sergio Bernal Dance Company col trittico Rango, Boléro e The Rite of Spring.