Inaugurata la scorsa settimana allo Spazio heart di Vimercate «BIBLIOheart», la nuova biblioteca d’arte dedicata alla conservazione, studio e valorizzazione del patrimonio documentario degli artisti del territorio di Monza-Brianza e della Lombardia.
Rappresenta l’esito naturale di un percorso iniziato oltre dieci anni fa e velocizzatosi negli ultimi due. Fin dalla sua fondazione nel 2011, infatti, l’Associazione heart ha posto al centro della propria attività la divulgazione artistica e culturale, con l’obiettivo di rendere accessibili contenuti complessi anche a un pubblico ampio e non specialistico.
I cataloghi prodotti in questi anni – grazie a oltre 215 mostre realizzate non solo alla Spazio heart ma in tutta Italia – sono diventati strumenti di studio ricercati da studenti, studiosi e appassionati. Si tratta spesso di materiali difficilmente reperibili: pubblicazioni non destinate alla distribuzione commerciale, realizzate in occasione di mostre o progetti specifici e quindi rare anche nelle biblioteche pubbliche. Un patrimonio prezioso non solo per gli studi storico-artistici, ma anche per ricostruire le dinamiche culturali che hanno attraversato il territorio nell’ultimo secolo.
Con la nascita di «BIBLIOheart», oggi parte integrante del Sistema Bibliotecario Nazional, questo patrimonio diventa accessibile e condiviso. Dall’inizio dell’anno è in corso un’intensa attività di catalogazione che ha già portato alla schedatura di oltre 2.700 volumi, un terzo dei quali censiti per la prima volta all’interno del sistema bibliotecario, su un patrimonio attuale di oltre 5mila volumi.
«BIBLIOheart è una realtà viva, in continua evoluzione, destinata a crescere poco alla volta. Ciò che rende davvero speciale questo progetto è che moltissimi dei libri qui presenti non erano mai entrati prima in una biblioteca – spiega Simona Bartolena, responsabile di Spazio heart – Questo significa che da oggi studenti, ricercatori, studiosi e semplici appassionati potranno finalmente consultare testi, cataloghi e pubblicazioni realizzati da piccole associazioni, musei, gallerie e artisti che spesso hanno prodotto autonomamente il proprio materiale editoriale, fuori dai grandi circuiti, e quindi difficilmente reperibile. Stiamo costruendo un patrimonio che va ben oltre la singola mostra o il singolo artista: stiamo creando uno strumento di tutela e memoria per il futuro del patrimonio artistico del nostro territorio. Ed è un’operazione che mette anche un po’ di timore, proprio perché siamo consapevoli dell’importanza di ciò che abbiamo iniziato a fare».
Un aspetto significativo, infine, è che molti di questi cataloghi non possiedono una versione digitale e avrebbero quindi rischiato di andare dispersi definitivamente se non fosse stato avviato questo lavoro di catalogazione e conservazione.
Alla base del progetto vi è una visione precisa: operare in piena indipendenza, al di fuori di logiche commerciali e influenze esterne, favorendo una ricerca libera e autentica. Questo approccio ha permesso all’Associazione di costruire nel tempo relazioni solide con artisti, critici e storici dell’arte, archivi e studiosi. Così facendo è iniziata anche un’attività parallela dedicata al supporto degli archivi d’artista, aiutando famiglie ed eredi che si trovano a custodire collezioni o nuclei importanti di opere a sistematizzarli e archiviarli correttamente.