Le Olimpiadi e le Paralimpiadi non sono solo eventi sportivi, ma occasioni uniche per veicolare valori positivi: di pace, unità e inclusione. E questo può essere fatto in modo più efficace coinvolgendo tutti gli attori di un territorio, a partire dalle imprese. Un esempio è quello di Allianz, uno dei principali gruppi assicurativi e finanziari a livello mondiale, presente in 70 Paesi. E in Italia è una realtà fortemente radicata sul territorio, con circa otto milioni di clienti e una rete capillare di agenti professionisti. Come ha confermato Valentina Sestan, Head of Strategic Ceo Projects e responsabile della Partnership Olimpica e Paralimpica di Allianz Italia, con cui abbiamo parlato in occasione della sua partecipazione al programma tv “Economia & Territori”, andato in onda mercoledì 28 gennaio su il61 e Telecity.
Come e quando è nata l’idea di abbinare Allianz ai Giochi Olimpici e Paralimpici?
«La storia di vicinanza di Allianz con lo sport dura da molto tempo, proprio per la condivisione dei nostri valori. Abbiamo iniziato la nostra partnership con il Movimento Paralimpico Internazionale nel 2006: dai Giochi di Torino a quelli di Milano Cortina festeggiamo 20 anni. E con il Movimento Olimpico Internazionale (e anche con quello Paralimpico) dal 2021 e fino al 2032: accompagneremo i Giochi di Milano Cortina 2026 e poi anche di Los Angeles 2028, delle Alpi francesi 2030 e di Brisbane 2032».
Per voi è stata una tappa importante Parigi 2024?
«È stata la prima vera occasione con il ritorno del pubblico dopo il Covid, e abbiamo notato come fosse cambiato il rapporto con la comunicazione, lasciando maggiore libertà agli atleti di raccontarsi attraverso i social, non più solo nelle performance sportive».
Lei conosce bene l’impegno degli sportivi?
«Sono un’atleta di triathlon, che pratico nel tempo libero: ho partecipato a diverse gare internazionali di Ironman, le più impegnative, e quindi capisco bene la preparazione e l’impegno che devono affrontare gli atleti».
E come promuovete concretamente i valori dello sport?
«Stiamo realizzando molte iniziative. Con Team Allianz supportiamo 120 atleti e para-atleti nel mondo che sono poi nostri ambassador. Coinvolgiamo anche i nostri dipendenti, agenti e clienti, ad esempio mettendo in palio con dei contest i biglietti per assistere ai Giochi. E con la docuserie “Sognando Milano Cortina 2026. Sulle spalle dei giganti” raccontiamo la storia di giovani atleti e para-atleti affiancati da leggende degli sport invernali. Inoltre, saremo Presenting Partner del viaggio della Fiamma Paralimpica, portando il suo messaggio di pace e unione in molte città italiane».
Quanto è importante la condivisione di questi valori anche con il sostegno di aziende private come la vostra?
«Le aziende possono fare molto, in maniera pratica con il supporto alle realtà locali. Siamo partner del Coni e del Comitato Paralimpico Italiano, siamo vicini a diverse federazioni e squadre italiane. Siamo partner delle Fiamme Oro, la squadra sportiva della Polizia di Stato. Sosteniamo la Federazione Pugilistica Italiana, uno sport nobile che può unire i giovani, anche in situazioni di disagio, attraverso i valori dello sport, così come anche la Federazione Italiana Canoa e Kayak. Abbiamo poi anche iniziative globali: da fine 2024 promuoviamo la campagna globale Allianz “Power of Unity”, partendo dal contesto socio-politico mondiale difficile e polarizzato, per rinforzare il senso dello stare insieme e dell’unità, valori importanti come singoli e comunità».
Cosa vi aspettate dall’evento Olimpico e Paralimpico di Milano Cortina?
«Come Allianz Italia, per noi è molto importante perché sono giochi italiani, in cui vogliamo coinvolgere tutti i nostri stakeholder, rendere tutti partecipi di questo momento e della sua preparazione, valorizzando lo spirito sportivo, senza trascurare l’effetto positivo per l’economia e il Paese».
Un’importante ricaduta per tutto il Paese.
«Ogni Olimpiade e Paralimpiade ha un suo lascito per il territorio. E i Giochi di Milano Cortina 2026 possono fare molto per le infrastrutture, per la comunicazione dei valori dello sport e della salute, e per l’accessibilità. In questo faremo la nostra parte e ci stiamo impegnando attivamente. La nostra attività è variegata, lavoriamo da sempre per l’inclusione. Con la Fondazione Allianz Umana Mente abbiamo aggiunto iniziative specifiche per l’accessibilità agli sport invernali. Ad esempio formando i maestri di sci su come insegnare a persone con disabilità, oltre che fornendo materiali per praticare lo sport e creando un network di sensibilizzazione. Ma diamo anche supporto a una iniziativa, molto bella per noi, in collaborazione con la Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici: sosteniamo la “nostra” Squadra G di giovanissimi atleti, dai 14 ai 16 anni, aiutandoli affinché possano realizzare il loro sogno e magari partecipare ai prossimi Giochi Paralimpici delle Alpi Francesi».
Il vostro impegno per i giovani e l’inclusione viene rappresentato anche dalla docuserie e dagli atleti che sostenete?
«Supportiamo diversi atleti: Martina Vozza nello sci alpino paralimpico, Giuseppe Romele nello sci nordico paralimpico, Sara Conti e Niccolò Macii nel pattinaggio di figura, Nikolaj Memola nel pattinaggio artistico e Martina Valcepina, stella dello short track, che purtroppo ha subito recentemente un grave infortunio. L’esperienza di Martina rappresenta bene il coraggio di questi atleti nel rialzarsi sempre e che può essere trasmesso a tutti. Nella docuserie, poi, abbiamo abbinato questi giovani atleti a delle leggende del passato, Kristian Ghedina, Barbara Fusar Poli, Maurizio Margaglio, Christian Zorzi, Francesca Porcellato e Paolo De Chiesa. La condivisione di esperienza e il dialogo tra diverse generazioni per noi è un fattore molto importante, anche nel nostro lavoro».