L'inchiesta sul rischio idrogeologico

Tremila metri cubi di materiale roccioso sulla carreggiata in Valtellina

Lanzada (Sondrio): la Valtellina è stata, purtroppo, protagonista di diversi episodi franosi nel corso degli anni. Nessuno dimentica quella della Val Pola del 1987.

Tremila metri cubi di materiale roccioso sulla carreggiata in Valtellina

Terra di frane è anche la Valtellina. Nessuno dimentica quella del Val Pola del 1987. Ma, stando agli eventi dello scorso anno, particolarmente pericolosa è stata la frana che si è staccata lo scorso 11 novembre, di prima mattina, in località Tornadri, sopra la strada che conduce da Lanzada a Campo Moro e Franscia, in Valmalenco. Sono caduti diversi massi per un totale di circa 3.000 metri cubi di materiale roccioso: uno è finito nel campo sportivo, altri, di notevoli dimensioni, tra cui un monolite, si sono fermati sulla strada ostruendola.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i Vigili del fuoco con la squadra della sede centrale di Sondrio, i volontari del distaccamento di Chiesa in Valmalenco e un funzionario tecnico.
Per fortuna la strada era già interdetta al traffico a seguito di un’ordinanza comunale firmata dal sindaco Marco Negrini ed emessa venerdì 8 novembre, in seguito ad anomalie rilevate dai sensori installati per il monitoraggio del versante. Una decisione che ha permesso di evitare che l’accaduto potesse trasformarsi in tragedia.
Non è stato necessario evacuare nessuno, ma tutte le frazioni montane a monte del punto di frana sono risultate isolate.
«La situazione era monitorata da giorni grazie alla presenza dei sensori – ha spiegato il sindaco – Quindi sabato, nonostante le belle giornate e il weekend, abbiamo deciso di chiudere la strada». Una decisione che si è rivelata provvidenziale.